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Lite comune-chiesa sulle statue e il tesoro scomparso

MARUGGIO – A Maruggio, un lungo contenzioso tra comune e clero sulla proprietà della chiesa dell’ex convento di Santa Maria delle Grazie, sede del municipio, rischia di finire a carte bollate. Intanto si è consumato un violento alterco tra il delegato comunale alla cultura, Giovanni Quaranta e il parroco don Gregorio Mastrovito, sorpreso dal politico mentre faceva prelevare due statue in pietra leccese, risalenti al Sedicesimo secolo (già caricate su un furgone), raffiguranti i santi Antonio e Francesco da sempre presenti nel luogo di culto. «Beni di proprietà pubblica d’inestimabile valore tutelati anche dalla Sovrintendenza ai beni monumentali», secondo il consigliere di maggioranza; oggetti superflui per il sacerdote che alla richiesta di chiarimenti sul perché del trasloco, si sarebbe giustificato dicendo «che nel convento c’erano già tre statue pertanto ne bastava una». Così il consigliere Quaranta ha messo tutto nero su bianco inviando il rapporto al sindaco Alberto Chimienti (Pdl) il quale si è già espresso confermando che «le predette statue sono patrimonio e proprietà del comune».

Spinto anche da questo, il delegato alla cultura ha chiesto al prelato di lasciare il maltolto altrimenti avrebbe denunciato lui e gli operai incaricati di trasportare le statue. Sono stati questi ultimi a prendere la decisione di scaricare i reperti e a riportarli nella loro sede naturale mentre don Gregorio «proferendo frasi non certo piacevoli nei miei confronti – scrive il consigliere nella sua relazione – si è allontanato dal convento borbottando». Messe al sicuro le statue del XV secolo, il delegato del sindaco vuole vederci chiaro sul passato ripromettendosi di tirare fuori dagli archivi il vecchio inventario del convento. «L’episodio di cui sono stato testimone – dice Quaranta – mi da l’occasione di pensare a tutti i reperti che sono stati asportati dalla chiesetta e portati chissà dove». Si parla di un «vero e proprio tesoro» fatto di quadri, preziosi oggetti sacri, argenteria e donativi in oro ceduti dai numerosissimi devoti della confraternita del «Terzo ordine francescano» e persino del vecchio altare in pietra di epoca precedente all’edificazione del convento, come anche il giglio d’argento che era stretto nella mano della statua di San Francesco Saverio. La memoria storica del comune maruggese, lo studioso Tonino Filomena, responsabile dell’ufficio Affari generali del comune, ha trovato traccia anche di una fornitissima raccolta di antichi manoscritti scomparsa negli anni. Di tutto questo si parlerà domani durante la seduta del Consiglio comunale di Maruggio. In questa occasione il delegato alla cultura che ha scoperchiato il caso, chiederà formalmente all’assise cittadina la redazione di un inventario aggiornato delle proprietà comunali conservate nel convento e un’indagine interna per trovare il vecchio registro risalente al 1910 dove sarebbero elencati gli oggetti del tesoro della confraternita. Fino al 1866 il convento fu sede di chiericato che fu soppresso nel 1876. Nel 1891 fu riaperto con una piccola comunità e fino agli inizi del Novecento è stato sede di noviziato e scuola di teologia e filosofia. In seguito divenne caserma dei carabinieri, scuola elementare e oggi è sede del municipio.

Nazareno Dinoi sul Corriere del Mezzogiorno

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