martedì 14 Luglio, 2020 - 3:26:52

Manduria, archiviato il caso del falso cieco

 

Ha una forte limitazione della vista, ma è in grado di condurre una vita autonoma». Si chiude così il caso del «falso cieco» manduriano che leggeva i manifesti affissi per le vie della città. Il gip del Tribunale di Taranto, Pompeo Carriere, ha archiviato il caso del falso cieco manduriano, V.B. di 80 anni, che è stato indagato per «truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche a danno dell’Inps per un valore di 154mila euro». Somma che la Guardia di Finanza che aveva condotto le indagini gli aveva congelato aggredendo un conto corrente bancario e un appartamento intestati al presunto truffatore. Difeso dagli avvocati Davide Parlatano e Dario Basile, il pensionato ha dimostrato con nuovi esami e pareri clinici di essere affetto da un considerevole calo della vista che gli permette comunque una certa autonomia nei movimenti e di condurre una vita indipendente. Limitazioni che giustificano il sussidio riconosciutogli dall’Istituto di previdenza.

L’avvocato Davide Parlatano

La notizia esplosa un anno fa con la notifica dell’avviso di garanzia all’interessato, fece un certo clamore non solo per la notorietà del personaggio (dirigente della pubblica istruzione in pensione), ma soprattutto per la diffusione delle immagini «catturate» dai militari del corpo di polizia economica che lo riprendevano mentre attraversava la strada con sicurezza e senza bastone, si fermava alle bancarelle della frutta che acquistava dopo averla scelta accuratamente e si fermava a leggere i manifesti affissi sui muri della città. Da qui la denuncia per truffa e il sequestro cautelativo dei beni su richiesta del pubblico ministero, Lucia Isceri, allo stesso gip Carriere che ora ha disposto l’archiviazione su richiesta della pm. Oltre all’archiviazione, il Tribunale ha anche disposto il dissequestro dei beni sotto chiave.

Dalle indagini si scoprì che la presunta «cecità assoluta» era stata certificata da uno specialista che lavora in una clinica di Catania. Con quella certificazione, poi, l’indagato aveva presentato richiesta di invalidità all’apposita commissione che, sin dal 2002 (il primo certificato era datata 2000), gli aveva riconosciuto l’infermità concordandogli il sussidio pensionistico. Nel frattempo il professionista invalido ha lavorato, presentato libri, partecipato a dibattiti nella sua città, Manduria, senza che nessuno sospettasse la grave infermità di cui era soffriva.

Nazareno Dinoi su La Voce di Manduria

 

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