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“Milampi & Spuntuni”: un gruppo di ricerca musicale sulla tradizione popolare locale

A tre anni di distanza dalle precedenti apparizioni in pubblico, ritorna sulla scena locale un gruppo particolare in quanto a originalità della proposta e lavoro di ricerca sulle tradizioni.

In questa stagione, dopo un apprezzatissimo live in occasione della recente edizione del Giugno Savese, tenutosi in Piazza San Giovanni a Sava in data 9 giugno 2019, la band Milampi & Spuntuni si esibisce a Maruggio in occasione dell’ evento “La Strada dei Saperi e dei Sapori“, il 17 di agosto presso il Palazzo dei Commendatori (ore 22:30).

 

Milampi & Spuntuni è un progetto musicale, attivo dal 2016, che nasce da una lunga ricerca sulla tradizione popolare, locale e non.

La band prende il nome da due fazioni politiche in lotta tra di loro, in paesi come Sava e Manduria, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento: si rievoca così non solo uno spaccato tipico della vita e della storia dei luoghi, ma soprattutto una tradizione musicale attinente: difatti, la lunga faida tra i “Milampi” e gli “Spuntuni” fu messa ripetutamente in musica da un cantastorie savese dell’epoca, Leonardo Schifone, del quale sono state ripescate e musicate le composizioni testuali (mentre le relative melodie son state ricreate ex novo, essendo andate perdute quelle originali).

Il gruppo propone una serie di brani originali ripescati da antiche composizioni (e mai eseguiti da altri gruppi), insieme ad inediti di moderna concezione (ma ispirati anch’essi alla tradizione) e ad alcuni classici rivisitati.

In un live di oltre due ore, e con una scaletta che varia a seconda dei contesti, la band esegue brani di propria esclusiva composizione, brani dei quali son stati reperiti gli antichi testi e reinterpretati nella melodia, e inoltre una serie di brani popolari tipici del Salento, della provincia di Taranto, di Terra d’Otranto, dell’antico Regno di Napoli.

Il repertorio proposto nei concerti di Milampi & Spuntuni rappresenta diverse epoche storiche e varie forme musicali: tarantelle, tammurriate, ballate, pizziche, stornelli, canti epico-lirici, racconti di cantastorie locali.

Tutti i brani vengono eseguiti con arrangiamenti originali, e nel rispetto del linguaggio e degli stili musicali della tradizione, talvolta con piacevoli contaminazioni, risultato della mescolanza di suoni e strumenti antichi con sonorità, strumenti ed effetti moderni.

Dalla celebre e classica “Tarantella del Seicento” si passa ad una versione locale ed inedita della canzone salentina “lu rusciu de lu mare” che in Sava prendeva il nome “la rùscita ti mari”, con una melodia totalmente diversa da quella proposta per l’omonima canzone dai gruppi leccesi, e con un testo a tratti simile ma non identico, ripreso dalla voce degli anziani dei luoghi.

Brano esclusivo della tradizione locale, “la lettera” è uno struggente e poetico lamento, del quale protagonista è una donna dilaniata nel cuore dalla partenza forzata del suo amato e che per questo motivo medita la propria fine.

Dal suggestivo classico strumentale “Tarantella di Masaniello” per due sole chitarre, si passa ad altri brani tipici della tradizione meridionale, e ad una serie di canti caratteristici del Salento come “Pizzicarella”, e, ancora, agli strumentali “Aria romantica”, “Antidotum tarantulae”.

Aggia saputu” è un inedito a ritmo di tarantella, ricamato su di una antica composizione reperita in Sava, della quale era rimasta traccia del testo ma non della musica .

Munticelli e Cunti Marcu” è la versione savese di una antica canzone epico lirica presente in tutto il meridione, ma che in ogni località ha un titolo differente e persino soluzioni musicali diverse. Narra di una ragazza data in sposa contro la sua volontà ad un vecchio nobile, mentre la donna è innamorata di un suo coetaneo. Questa canzone in altri luoghi prende il nome di “Verdoliva”, “Verde Lumìa”, “Fronni d’Alìa”: la tipicità della versione proposta da Milampi & Spuntuni è nella quantità delle strofe che rendono il brano completo e comprensibile nello snodarsi del racconto, oltre che nella melodia basata sulla interpretazione orale delle genti dei luoghi.

Da una versione locale e originalissima de “lu ssittatùru”, si passa ala rappresentazione musicale di antiche nenie come una suggestiva “ninna nanna” raccolta nei paraggi.

La prima ti lu marzu” narra della già citata faida avvenuta nei luoghi nei primi del Novecento e che ha un suo tragico epilogo nei dintorni di Pasano.

A strumenti tradizionali come tamburelli, mandolini, “cupa-cupa”, fisarmonica e chitarre, nelle composizioni e nei live della band si aggiungono strumenti elettrici, percussioni varie, effetti sonori.

In formazione “allargata” la band giunge a comprendere sino a 10 elementi. In occasione del concerto di Maruggio, si presenterà in con il seguente ensemble di 7 musicisti:

  • Gianfranco Mele – voce, chitarre, percussioni;
  • Corina Erario – voce, nacchere, tamburelli;
  • Marco La Corte – flauto traverso, percussioni;
  • Giuseppe Giumentaro – tamburelli, percussioni varie;
  • Andrea Iacono – voce, basso elettrico;
  • Vincenzo Morelli – chitarre;
  • Mimmo Pichierri – cupa-cupa.

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