venerdì 22 Gennaio, 2021 - 15:57:55

Nizza è la tragedia di un cattolicesimo sconfitto. Ora al grido: siamo tutti nizziani… Ma finitela con questa pagliacciata post sessantottina…

pierfranco-bruni buona

Nizza. Ancora. Siamo in piena guerra religiosa. Solo Papa Francesco non si è accorto di ciò, Il fallimento del pontificato di Papa Francesco è sotto gli occhi di tutti. Si genuflette a Fidel Castro e non difende la cristianità che è baluardo di Occidente e cattolicità. Commetto un reato di lesa moralità se dico che non voglio più immigrati musulmani islamici (non arabi che sono cosa ben diversa e chi si occupa e conosce l’articolato Mediterraneo sa) nelle “terre” del mio Mediterraneo?

Non accetto neppure l’idea che gli immigrati o migranti dei barconi possano “occupare” le nostre terre. Stiamo assistendo ad una occupazione “dolce” della cultura musulmana e, mentre noi cristiani veniamo massacrati, allontanati, bestemmiati, si continuano a rivolgere appelli all’accoglienza.

Un storia civile (e civile significa civiltà di valori di identità di storia di forza nel sostenere l’identità di un popolo) non può tollerare ciò che avviene in questi mesi e ciò che ci aspetta.

Noi siamo Mediterraneo, Mediterraneo degli incroci e mentre noi incrociamo, come sempre abbiamo fatto, popoli e civiltà diverse, dobbiamo sopportare una intolleranza che punta a ridurre a macerie l’intero Occidente.

Si continua in questa guerra terribile tra Occidente ed Oriente.

Stavo e sto con Oriana Fallaci. Donna con le palle. Stavo o sto con Magdi Cristiano Allam. Non sto con chi sostiene che la tolleranza è una porta aperta al confronto.

Smettiamola con questa farsa. Non voglio più governare immigrati musulmani, non li voglio accanto. Mi fanno paura perché l’obiettivo islamico è unico: quello di pronunciare una fede assoluta in nome di Allah.

Ci troviamo di fronte a due fallimenti.

Uno laico. Ma avevo messo in conto tale fallimento perché se non si prevedono le conseguenze non si può procedere verso una politica di assetti europei nei processi geo – politici dell’Occidente.

L’altro fallimento è quello del mondo cattolico.

Un fallimento terribile, devastante, disgregante. Dopo la fine del pontificato di Benedetto XVI, il suo Discorso di Ratisbona oggi risulta di una grande precisione e di una rigorosa visione storica, il relativismo progressista della Chiesa ha preso un sopravvento che sta disgregando l’umanità dei veri e grandi cristiani.

Il cristianesimo muore davanti a questa Chiesa del fallimento guidata da un Papa debolissimo che non conosce la storia del Mediterraneo, che non conosce le diaspore tra Occidente ed Oriente, di un Papa che applica la teologia del non senso.

C’è un conformismo dilagante, ma bisognerebbe leggere tra le pieghe degli atti dell’attuale pontificato.

A leggere oggi le parole di Papa Francesco, pronunciate a Lampedusa, ci si rende conto di come dietro quelle parole ci fosse un progetto. Non poteva non doveva pronunciare un appello e in nome di chi lo ha fatto? Si dimentica che il Papa è anche il rappresentante di uno Stato, quello Vaticato. Anzi è il “Capo”. Dovrebbe rappresentare anche quei cattolici dissidenti… Ma la dissidenza vive le proprie Verità…

La Cristianità è Occidente soprattutto. Roma è Occidente. Paolo va a morire a Roma e diventa riferimento. Ma fino a quando la Chiesa non avrà il coraggio di dire una parola di Verità tra il terrorismo ebraico e il templarismo Cristiano della Croce non usciremo mai dagli equivoci di un mondo cattolico ambiguo che non riesce a difendere la propria cristianità.

Questa Chiesa del progressismo insieme al relativismo diventa un male da non accogliere, non accettare, non condividere.

Io da Cristiano non giudaico non posso accettare che la mia storia venga barattata in nome di una teologia del potere e del non senso… Ma cosa ha detto in Corea il Papa Francesco? Sono parole in libertà…

Occorre una nuova Crociata. Non possiamo dirci cattolici perché non lo si può essere in una Chiesa che confonde la teologia del potere con la cristologia dell’essere. Posso dirmi e sono cristiano nel momento in cui resto lontano da questa Chiesa.

Non possiamo accettare islamici nel mondo cristiano quando i cristiani sono massacrati in terre dove l’Occidente ha stillato civiltà. Una civiltà del martirio non può continuare a farsi martorizzare… Smettiamola con questo massacro. Ma le parole non servono.

Se le palle della dignità dell’orgoglio dell’identità cristiana, senza tacere sull’ebraismo, funzionano il coraggio di essere cristiani senza dirsi cattolici  di una Chiesa fallimentare può far ragionare su una guerra di religione che occupa tutto l’Occidente. Lo scrivo fa molto tempo. Finiamola con il populismo di un cattolicesimo aberrante per la sua impreparazione. Nizza!

Pierfranco Bruni

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Notizie su Pierfranco Bruni

Pierfranco Bruni
E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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