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Non si può lasciar tirare un pugno alla propria madre e restare fermi

Super FrancescoFinalmente Papa Francesco ha dato un segnale di forza nella sua intervista nella quale si parla del rispetto religioso e del rispetto delle Religioni. Coraggio nelle parole affidate al quotidiano francese “La Croix”. Coraggio perché viene rilasciata ad un quotidiano di lingua francese in un momento particolare in cui di pensa che un corteo possa dare segnali. Ridicolo. Forza Papa Francesco, avrai il nostro appoggio se avrai la forza di diventare un Combattente della Fede e della Croce smettendo di andare a braccetto con i relativisti e cattocomunisti.

Coraggio perché sfida la marcetta dei pensieri minimalisti e leggeri. Forza perché pone un problema di grande importanza non solo in termini religiosi, ma “politici” e, nonostante che le sue parole possano scatenare disapprovazione o meno, ha detto delle cose non solo dal punto di vista di un capo religioso, ma anche di un capo di Stato come è Città del Vaticano.

Certo, se tirano un pugno alla propria madre non si può stare fermi e neppure in silenzio. Ma queste sue affermazioni aprono un discorso molto serio sul concetto di tolleranza quando ci si trova davanti ad una costante aggressione.
Il segnale, nella mia lettura, diventa da cogliere nella sua più esplicita indicazione.
L’Islam, ben pensanti o meno, non ha vie di salvezza e via rivoluzionarie e terroristiche. L’Islam è una Religione ed è una Civiltà. Il Corano è il Manifesto di una cultura. Così Come il Cristianesimo: una Religione e una Civiltà, il cui grande Manifesto è rappresentato dal Vangelo, non dai Vangeli. Ovvero dal Nuovo Testamento, nel quale la figura di Paolo rappresenta un punto centrale, ma anche di snodo nei significati del dialogo, del dialogare, del porre nell’agorà e nell’areopago popoli e genti diverse in un intreccio sempre tra Occidente ed Oriente.

Il concetto di tolleranza non ha più senso quando nell’accogliere le parole come dialogo si ottiene una risposta con la ferocia con la violenza con la morte. Bisogna fermate i semi germoglianti atti di morte. Siamo ad una nuova guerra di religione. Chiamiamola anche ” santa”. Ma il problema è antico.
Il Cristianesimo fa paura agli Ottomani. Altrimenti avrebbero permesso le chiese in molti loro territori. Andiamo in Macedonia, in Turchia ma anche nella stessa Albania per cercare di capire i due mondi. L’Albania resta ancora lo snodo di contraddizioni che sono pericolosissime.

Sono proprio quei Paesi che sembrano piuttosto “moderati” a mascherare scontri e conflitti che possono degenerare. In Albania il Kanun non è stato cancellato, ed un codice che ha una sua rigidità di fondo perché parte da una loro verità ineluttabile.
Papa Francesco, non dimentichiamolo, nella sua recente visita a Tirana era stato minacciato. Eppure le nostre frontiere sono dei mercati liberi e dei porti di mare.

Io non smetterò di chiedere al Papa di diventare riferimento. Certo, non si può tirare un pugno alla propria madre e restare impassibile. L’Occidente non relativista faccia tesoro delle parole di Francesco.
Questa volta sto con lui. Forza caro Francesco, siamo in una guerra di religione e i cristiani della Tradizione non hanno mai smesso di essere Templari. Questo Occidente crolla, solo il Cristianesimo potrà salvarlo.

Pierfranco Bruni

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