giovedì 26 Novembre, 2020 - 2:16:19

Non so se sia vero che il Vescovo di Taranto mons. Santoro abbia negato una messa in suffragio di Mussolini e del cattolico Gentile… La celebri il Vescovo la Santa Messa nel segno della Misericordia

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Sono venuto a conoscenza di un episodio, mi auguro non vero, che definirei assurdo e oltraggioso dal punto di vista cristiano. Assurdo dal punto di vista storico e oltraggioso perché il cammino cristiano è sempre un cammino di “perdonanze”, ammesso che siano da leggersi in questi termini.

Il vescovo di TARANTO mons. Filippo Santoro pare che abbia negato una Messa in suffragio di Benito Mussolini e Giovanni Gentile. Molti anni fa, nel 1946/47, Cesare Pavese scrisse un libro importante dal titolo “La casa in collina”, prima di De Felice, Pansa, Parlato, nel quale si dice che anche i vinti bisogna scavalcarli e i morti sono sempre morti da affidare al Cristo, sia essi partigiani o repubblichini. Lo disse Cesare Pavese che, nello stesso libro, davanti ad una Chiesa descrisse il suo inginocchiamento cercando di chiedere perdono per i vinti e i vincitori. Il mondo cattolico pre-conciliare guardò con molta attenzione a questo scritto di Pavese, messo in sordina subito dopo gli anni Sessanta.

Vorrei tanto che la questione Vescovo di Taranto e negato suffragio per una Messa a Benito e Giovanni non fosse vera. Prego il mio Cristo che non sia un fatto vero. Lo dico con tutta l’umiltà possibile. Nella Chiesa di Papa Francesco, misericordioso e misericordiosa, e nell’Anno Giubilare accadrebbero anche queste cose?

Io che resto, come Silone, Fabbri, Grisi, Bonaiuti e ora il mio amico Magdi Cristiano Allam, un cristiano senza Chiesa, o meglio un eretico di fronte a questa Chiesa, prego affinché mons. Santoro non abbia negato la Messa. Sarebbe veramente precipitare in un abisso non solo religioso, ma anche etico e teologicamente immorale.

Invito, altresì, considerate le aperture “laiciste”, più che laiche, della Chiesa del Perdono e della Misericordia, mons. SANTORO ad essere proprio lui, nella Sua persona, a celebrare la Messa e ad aggiungere una Messa anche per Claretta Petacci, Cristiana e Cattolica e DEVOTISSIMA a Santa Rita. Chi conosce la storia sa.

La Chiesa, Reverendissimo mons. SANTORO, (mi perdoni se mi rivolgo a Lei direttamente) non può essere partigiana e con il fazzoletto rosso al collo. Non voglio credere che esista veramente questo problema. Lo faccia subito nel nome di ciò che rappresenta e nel segno dell’unità dei cattolici e della grande riconciliazione. Se invece la cosa è soltanto una sterile polemica smentisca il tutto, ma celebri Lei la Santa Messa per le anime di Mussolini del grande filosofo cattolico Gentile e di Claretta, DEVOTISSIMA alla Santa dei casi impossibili.
La Chiesa di Cristo e di Paolo lo farebbe.

Lei sa molto bene, mons. Santoro, che Gentile venne trucidato anche perché cattolico, credente e praticante dopo aver concluso una sua brillante relazione sul Vico della Tradizione.

Lei sa che difese la cristianità opponendosi al non potersi dire cattolici della polemica con Benedetto Croce.

Lei sai che fu Gentile ad imporre la Croce di Cristo nelle scuole, quella Croce che oggi viene mortificata in nome di Maometto.

Lei sa, Reverendissimo, che Gentile parlò della etica della fede e della tolleranza… e obbligò le lezioni di Religione nelle scuole con la sua Riforma del 1923.

Se la questione del negato suffragio è vera, ma non sarà così, Lei, mi spiace dirlo, dovrebbe riflettere sulla sua Missione nella Misericordia dell’Anno Giubilare.

Ma sicuramente non è vero il problema e Le chiedo scusa e perdono, in ginocchio, per questo mio dire, sempre da cristiano in Cristo, per un fatto non accaduto e che ha semplicemente e ingenerosamente instillato una discussione.

La Chiesa è Riconciliazione e Tradizione. Per i Cristiani! Mi perdoni, sono convinto (e lo spero), comunque, che la questione non esista.

Pierfranco Bruni

 

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Notizie su Pierfranco Bruni

Pierfranco Bruni
E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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