domenica 13 Giugno, 2021 - 13:08:50

Ostuni: Archeoplastica il museo virtuale della plastica spiaggiata

Ostuni: Archeoplastica il museo virtuale della plastica spiaggiataÈ partita da Ostuni (Brindisi) lo scorso febbraio 2021 la raccolta fondi per il progetto Archeoplastica dell’associazione ‘Millenari di Puglia’ per realizzare un museo virtuale degli antichi rifiuti spiaggiati. L’obiettivo è rendere disponibile a tutti l’osservazione di questi reperti e sensibilizzare sul

Il progetto Archeoplastica è nato nel 2018 su iniziativa di Enzo Suma, guida turistica di Ostuni. Dopo oltre due anni di selezione del materiale raccolto in spiaggia è stata lanciata, in crowdfunding su ‘Produzioni dal basso’, la raccolta fondi per finanziare il museo. I fondi serviranno anche per acquistare i materiali necessari per realizzare una mostra itinerante nelle scuole.

Verrà realizzato anche un opuscolo che conterrà consigli su come consumare meno plastica, soprattutto quella usa e getta.

Ostuni: Archeoplastica il museo virtuale della plastica spiaggiataCom’è nato il progetto

Mi chiamo Enzo Suma e da oltre dieci anni lavoro come guida naturalistica ad Ostuni (Br). Sono il fondatore di MILLENARI DI PUGLIA una realtà dell’alto Salento impegnata nella fruizione, nella valorizzazione del territorio, nell’educazione ambientale e anche nel volontariato naturalistico. Dal 2018 siamo impegnati attivamente nella sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento da plastica e organizziamo diverse giornate di raccolta collettiva durante la quale partecipano decine di persone. Io personalmente sono un accanito raccoglitore di plastiche spiaggiate. E’ proprio durante queste raccolte che ho avuto l’idea del progetto supportato dai tanti amici che mi hanno seguito in questi anni.

L’idea è maturata quando ho trovato per la prima volta un rifiuto di fine anni ’60. Si trattava di una bomboletta spray Ambra Solare con il retro ancora leggibile che riportava il costo in lire. UN RIFIUTO DI OLTRE CINQUANT’ANNI FA! Qando pubblicai la foto su facebook scoprii lo stupore della gente nel vedere un prodotto così vecchio ancora in buono stato tra i rifiuti in spiaggia. E da quel post scaturirono dai lettori tante riflessioni sul problema della plastica. Da quell’episodio ho iniziato a raccogliere sempre di più e a mettere da parte tutti i prodotti vintage di un’età variabile dai trenta ai sessant’anni. Ho imparato a riconoscerli e fino ad ora HO RACCOLTO OLTRE 200 REPERTI DATABILI TRA GLI ANNI ’60 E GLI ANNI ’80. Alcuni sono davvero spettacolari e riportano ben in evidenza la scritta in lire oltre ad avere uno stile retrò particolare.

Così è nata l’idea di sfruttare il potenziale di questi vecchi rifiuti nel suscitare riflessioni sull’inquinamento da plastica del nostro mare. L’obiettivo è quello di raggiungere una maggiore consapevolezza sul problema da parte della gente. Una maggiore consapevolezza può portare ad assumere un diverso atteggiamento nell’uso che si fa della plastica, soprattutto per quanto riguarda quella usa e getta. Questi prodotti del passato che arrivano in spiaggia con le mareggiate riescono quindi ad accendere un faro sul problema attirando l’attenzione della gente.

Per saperne di più segui il link sottostante

https://www.produzionidalbasso.com/project/archeoplastica-il-museo-degli-antichi-rifiuti-spiaggiati/

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