martedì 19 Febbraio, 2019 - 20:09:08
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Per non dimenticare… il muraglione del Conte che conta

6.CAMPOMARINO A.'67Campomarino di Maruggio, primi anni Sessanta. Sono terminate le elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale di Taranto. E’ stato eletto consigliere il “nostro” giovane Antonio Micelli. E’ stata ultimata da poco la costruzione della “Litoranea Orientale Salentina”. Campomarino, che conta stabilmente 200 abitanti (5.000 in estate), è servito. L’amministrazione provinciale, a cui va il “merito” di averla realizzata, ha già invitato i sindaci dei Comuni (tra cui il nostro) a “vigilare” nel proprio territorio per evitare che «la zona panoramica interessata non sia deturpata dal sorgere di costruzioni irrazionali ed antiestetiche, segnalando immediatamente ogni inizio di costruzione in murature lungo la fascia che intercorre tra la strada ed il litorale marino». Detto, fatto. Il “muraglione del Conte” è quasi fatto! Il Conte ha detto Augh! Perciò nessuno deve parlare. Nessuno parla perché il Conte è Conte. Il Conte è uno che conta. Il nostro sindaco, invece, ha “parlato”. Ha trasgredito le «buone maniere». In seguito a «numerose segnalazioni da parte di cittadini», ha scritto una nota, sia pure piccola, piccola, indirizzata al presidente della Provincia di Taranto (9 maggio 1962) e, quindi, implicitamente anche a suo cognato consigliere provinciale Antonio Micelli. Ha scritto: «Lungo la strada Litoranea Salentina, a circa 400 metri da Campomarino, il Conte D’Ayala Valva Roberto, sta costruendo un muraglione in muratura alto circa 4 metri e per una lunghezza di circa 350 metri. Il muraglione, così messo, deturpa la bellezza di quel tratto della litoranea e toglie completamente la visibilità della costa». Il consiglio comunale (un po’ coniglio) si mette a posto l’anima con un «Voto di protesta da inviare a tutti gli organi preposti, provinciali, regionali e nazionali». Ma il nostro sindaco per nulla intimorito dalla sua consiliatura o conigliatura (o coglionatura) dei suoi consiglieri, ribadisce: «Il muro così costruito sembra una fortezza militare […]. Il Conte D’Ayala continua indisturbato la costruzione. Abbiamo timore che l’opera venga completata in dispregio di tutte le leggi». Povero sindaco Lomartire. Non c’è stato verso. Il muro ha irrimediabilmente «deturpato quel tratto della litoranea». Fino a quando i “Conti tornano”, questi potranno sempre dire: «Popolo sovrano, tìnimiènti ‘stù muraioni e stàtti cittu, cittu! (in vernacolo: «Popolo di Maruggio, guarda questo muraglione e stai zitto, zitto!»). Augh!

(Brano e immagine tratta dal libro di Tonino Filomena “Gli occhi della memoria –Viaggio sentimentale nella Maruggio degli anni ‘60”)

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