martedì 19 Febbraio, 2019 - 20:48:16
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“Perché l’oscenità su Facebook? Perché il dileggio dei corpi?”

l Professore Matto
Eddie Murphy diventa grassissimo per il film “Il Professore Matto”
Fernando mi interroga. Ma Fernando non chiede a me perché non sa rispondersi. Né realmente può pensare che io sappia. Mi chiede forse per la paura di sapere, nella speranza d’un conforto. Mi chiede perché nella straripante agorà di Facebook ci si permetta ogni sorta di degrado, d’indegno dileggio e squartamento dei deboli, dei corpi non “a norma”: i grassi, i deformi, gli obesi. Mentre – dice Fernando – non ci si permetterebbe un simile trattamento per i cosiddetti disabili. Come se un corpo smodatamente grasso non fosse un andicap, un essere umano da rispettare…
Ebbene, Fernando, alla tua domanda non posso certo rispondere se non cambiandola, anzi rovesciandola con una affermazione:
È il silenzio la tragedia dell’andicap. È l’indifferenza la sua spietata negazione .
La famiglia nega l’andicap nascondendolo. I vicini di casa, la strada, il mercato e il bar negano l’andicap non ammettendolo, non rivolgendogli né la parola né lo sguardo. La scuola nega l’andicap non classificandolo se non come disturbo. Le Istituzioni, col braccio armato delle Normative, dovendo dare un nome ad un Cieco lo offendono chiamandolo Non-vedente. Dovendo dare un nome ad un Paraplegico lo chiamano …Disabile! Sì, una piccola eccezione la fanno per il Sordo chiamandolo Audioleso, forse per proteggerlo da secoli di prese-per-il-culo con milioni di barzellette. E il Brutto? Ma scherziamo? Mica è un andicap! Peccato che un ragazzo Brutto, una ragazza Brutta, non verranno mai assunti da un’Azienda, da un Ente, se non per qualche parentela influente, e comunque ficcandoli in luoghi e funzioni distanti dal… pubblico. E il Povero? Intendo dire Colui che è spesso costretto a sperare in una evidente malattia, in una disturbatrice malformazione, per essere ammesso ad un giaciglio, ad una minestra?
Mi fermo qui. Continua tu.
Ma dovrei ora parlarti dell’ ignobile Crimine Medico-Farmaceutico classificato come Scienza Nutrizionalistica: l’Obesità. Farò in fretta poiché ti ho spedito un amaro testo – Ob-esse – col quale invano cercai (e cerco) di infilarmi a cuneo nella verità della sua stessa ermeneutica, prima ancora che nella menzogna della sua Diagnosi. Mi limiterò a dirti qui che, ai fini della tua Interrogazione, poco conta distinguere – come invece sarebbe fondamentale – tra Obesità, Grassezza e Grossezza. Infatti tu mi chiedi (ti chiedi): perché il dileggio? perché le più schifose e ridacchianti messe in ridicolo dei “ciccioni”?
*
La mia risposta ti suonerà a dir poco scandalosa. Ed è questa: Perché viviamo nel Sistema del Consumo.
Perché dopo aver ucciso (per derubricazione Tecnica) Dio, l’Uomo post-moderno ha ucciso il Corpo e, disintegrandolo, l’ha integralmente sostituito con la Carne.
Il Corpo, che l’Ordine sacro naturale identifica con l’anima, lo spirito, la mente, l’Essere, il cui Dasein è stato esposto come Merce sul bancone della Macelleria Progressista in pezzature: magatello, filetto, coscia, mammelle, nodino, costate, chiappe, labbra, crani…
E il Sistema del Consumo esige di stare nel Consumo, pena l’inesistenza. E se non sarà visibile sullo scaffale come Carne, il tuo stesso Corpo sarà d’ingombro, sarà d’ostacolo alla tua ammissione, alla tua “Appartenenza” al Sistema.
(Dì: non t’è balenato, in questo preciso istante, il pensiero che chi dileggia in FB un osceno “corpo grasso”, tanto vorrebbe mettere in scena la sua propria “oscenità”, per… esistere, per non essere escluso dal Sistema del Consumo?)
No, Fernando, non mi dilungherò. Ti invito piuttosto alla lettura de “La trasparenza del male” e de “Il patto di lucidità o l’intelligenza del male”, entrambi di Jean Baudrillard, per accogliere una provocazione che ti sintetizzo così: con la fine del Codice Duale, l’Uomo del mondo in cui viviamo si è finalmente sbarazzato del Bene e della sua follia – la Speranza. Non ci resta dunque che puntare tutto sul Male, che è inalienabile (ricordi la Caverna platonica?), e che permette di cercare instancabilmene, ferocemente, un barlume, un punto luminoso laggiù in fondo oltre il buio: l’Illusione.

NB. Quanto a Facebook, lo ripeto oltre la noia: restiamoci. È un Campo. Se vi semini merda raccogli merda. Se vi semini margherite raccogli margherite.

Girolamo Melis

Tratto da: www.girolamomelis.it/2014/04/fernando-filomena-mi-rivolge-una.html

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