venerdì 27 Gennaio, 2023 - 21:34:44

Pierfranco Bruni: « Nini Del Prete. Un signore della politica»

Pierfranco Bruni: « Nini Del Prete. Un signore della politica»

Lo ricordo dai banchi della Giunta e consiglio provinciale di Taranto, come assessore, negli anni della Giunta Cantore. Ma anche nella sede nazionale di Alleanza nazionale e soprattutto al Congresso della svolta di Fiuggi nel 1995. Un signore della politica che leggeva nella cultura le comparazioni tra risorse, vocazioni e territori. Un politico della serenità. Nini Del Prete, recentemente scomparso.

Una figura storica. Un personaggio di primo piano nel mondo politico parlamentare, tra Camera e Senato, della destra del MSI prima e di Alleanza nazionale dopo. È scomparso l’avvocato Antonio Del Prete detto Ninì. È stato Senatore della IX Legislatura Senato nel Movimento Sociale Italiano (MSI) dal 1986 al 1987 e Deputato della XII Legislatura della Camera dai Deputati nelle fila di Alleanza Nazionale dal 1994 al 1996, Sindaco di Torricella (Ta) negli anni ’70 con il MSI.

Antonio Del Prete personalità elegante nella dialettica della Destra Pugliese. È stato anche assessore provinciale di Taranto a metà degli anni Novanta nel tempo della mia vice presidenza. Molto vicino a Giuseppe Tatarella e ad Adriana Poli Bortone lungo il tracciato di Giorgio Almirante e partecipe della svolta di Fiuggi. Appartenente a quella destra tradizionalmente storica ha portato un contributo di cultura giuridica, essendo soprattutto avvocato, alle proposte di passaggio tra le cosiddette prima e seconda repubblica.

Era considerato un “nobile” della politica perché, oltre tutto, amava il confronto non su dati ideologici ma su idee progettuali. Argomentava le tesi politiche su due versanti ben precisi: quello storico-giuridico e quello della singolarità umana.

La politica stessa deve avere un’anima, diceva spesso. Forte della sua lezione giuridica che rimandava a Rocco e deciso nella sua conoscenza filosofica gentiliana aveva fatto del “pensare alla centralità dell’uomo” un perno intorno al quale ruotava la riflessione di una vocazione in cui la tradizione interagiva con la capacità di innovare.

Innovare la tradizione trovando sempre un punto di incontro tra posizione divergenti, era la sua visione di una politica post anni Sessanta. Seppe essere, da uomo di legge, un uomo delle istituzioni e nel contesto provinciale dell’amministrazione di Taranto, proprio nella lettura di una programmazione economica, guardò con molta attenzione al rapporto reale delle risorse legate alla economia del territorio. Da parlamentare, nei due rami, scelse la cultura giuridica, con la sua formazione, per leggere la storia identitaria sia territoriale che nazionale. Era nato a Taranto il 26 dicembre del 1934.

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Notizie su Pierfranco Bruni

E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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