martedì 11 Maggio, 2021 - 21:34:40

Povia, polemiche sui social per il suo concerto a Maruggio

Povia, polemiche sui social per il suo concerto a Maruggio

Maruggio, scoppia la polemica a poche ore dall’annuncio del concerto del cantautore Povia, che si terrà il 21 aprile prossimo. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale “APS Fuorigioco” con il Patrocinio del Comune di Maruggio, che ha come obiettivo quello di affrontare, attraverso la musica, argomenti e tematiche sociali cercando di lanciare spunti di riflessione soprattutto per i più giovani.

Alcuni utenti, dopo la pubblicazione dell’evento, hanno contestato la scelta dell’amministrazione comunale a permettere il concerto del cantautore più contestato d’Italia.

Ad aprire le “danze” della polemica è  Massimo Maiorano utente di Facebook il quale commenta sulla pagina ufficiale del Comune di Maruggio:

Carissimi, capisco la possibilità di vedere suonare un artista italiano comunque noto, ma io spero vivamente che non si darà spazio alcuno alle personali teorie complottiste di Povia. Si alla libertà di parola, ma Povia ultimamente parla di vaccini contaminati e simili, roba da “complotto del falso allunaggio”… Vi prego, rassicuratemi!

Ma la polemica è solo alle prime battute e non mancano le difese dei fan del cantautore mentre i commenti continuano ad affiorare come quello di Angelo Bozza:

“Credo invece che le sue paure siano quelle di molti di noi comuni mortali. Oltretutto siamo persone che credo sappiano distinguere il bene dal male e secondo me lui fa molto meno male del classico buonismo di una certa classe politica e artistica di sinistra che ci obbliga al vaccino o ad una certa invasione che non è scambio di cultura o di usi e costumi ma di un annullamento della nostra di cultura. Su una cosa concordo: ognuno dovrebbe fare il suo mestiere ma a quanto sembra è diventata una “cultura” anche questa.”

Oltre agli utenti che ci mettono la “faccia” non potevano mancare i c.d. haters ovvero gli odiatori del Web che omettiamo di citare i nomi per ovvie ragioni.

Povia, polemiche sui social per il suo concerto a Maruggio
Giulio Destratis con Povia

La nostra redazione ha contattato l’avvocato Giulio Destratis presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “APS Fuorigioco” organizzatore dell’evento, il quale commenta la così la mini polemica:
«Faccio una doverosa premessa. Conosco personalmente Giuseppe Povia da almeno 15 anni e posso garantire, oltre che sulla sua bontà d’animo (si batte da sempre per i diritti dei bambini), anche su un altro dato inconfutabile: al termine di tutti i suoi concerti c’è sempre la fila di gente che vuol fare una foto e complimentarsi con lui, segno evidente che le esibizioni sono state apprezzate.

Negli ultimi tempi,- continua Destratis –  i suoi concerti sono troppo spesso preceduti da polemiche frutto unicamente di un “pregiudizio” che gli affibbia delle etichette non veritiere. Questo pregiudizio è alimentato da sparute minoranze che invocano per loro la Libertà di espressione ma allo stesso tempo vorrebbero privare di quella stessa Libertà, chi non la pensa come loro. Sembrerà assurdo ma talvolta ci riescono, come nel caso del concerto annullato a Lecce. Io ritengo questa “dittatura delle minoranze” del tutto inaccettabile.

Sia chiaro: ognuno può esprimersi come crede, ormai di maleducati né è pieno il mondo purtroppo. Ognuno può criticare, anche se sarebbe più intelligente farlo dopo aver visto, ascoltato e capito. Va bene tutto, ma non si trascenda nelle offese. Quelle non saranno più accettate e tollerate.
Povia –  conclude il presidente di APS Fuorigioco –  si esprimerà come sempre nel suo stile unico e diretto, con bellissime musiche e parole. La gente che verrà a vedere lo spettacolo sarà felice di averlo fatto. Ne sono certo.»

Già 20 giorni fa il concerto del cantautore milanese è stato annullato a Lecce e su Facebook l’artista Povia se l’è presa con il sindaco della città, Carlo Salvemini, che aveva minacciato di non patrocinarla, e con l’Arcigay salentino, l‘Agedo Lecce e Lea, associazioni che avevano chiesto di toglierlo dalla programmazione della serata.

Per il cantante c’è una “mafia culturale”, figlia di un “nuovo totalitarismo” delle associazioni gay. E salva soltanto la madre di Lorenzo Risolo: “La capisco, ha avuto paura ma ha anche ucciso un pochettino lo spirito che la sua associazione infonde e cioè combattere le metastasi”. Il tutto poi è stato smentito dal sindaco di Lecce Salvemini. Infatti dal comune di Lecce aveva fatto sapere di non aver concesso il patrocinio gratuito dal momento che si sarebbe trattato di un’iniziativa a carattere commerciale i cui incassi solo in maniera residua sarebbero andati in beneficenza.

Dopo le polemiche di Lecce, notizia di poche ore fa, il patron di Telerama Paolo Pagliaro, ha invitato il cantautore domenica 22 aprile, per una serata in nome della libertà, della democrazia, e della beneficenza; invito accolto con entusiasmo dal cantautore.

Povia, polemiche sui social per il suo concerto a Maruggio

Perché Povia suscita polemica?  

Una presenza, quella del cantante milanese classe 1972 (anche se è originario della Puglia), che ormai non passa inosservata ovunque vada. Povia ultimamente si è fatto notare in particolare sui social per le proprie posizioni vicine, secondo alcuni, all’estrema destra. Posizioni che l’hanno di fatto reso una sorta di influencer su Facebook e, più precisamente, che gli hanno permesso di conquistare quella porzione del mondo del web occupata da antivaccinisti, sentinelle in piedi, attivisti no-euro e nemici delle multinazionali e del complotto generico, dei quali è divenuto l’indiscusso paladino.

In una sua canzone Al Sud, Povia ripete il nome di Garibaldi, un massone responsabile della rapina effettuata al Sud tramite l’unità d’Italia; esalta invece la carità e l’amore del re Francesco II e della sua consorte Maria Sofia di Baviera, che curarono i loro soldati, e anche i nemici feriti, durante la guerra di aggressione.
Il cantautore recentemente ha dichiarato: «Non sono schierato con nessuno, non ho la tessera di nessun partito, sono povero ma libero»

 

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