giovedì 02 Dicembre, 2021 - 4:45:46

Può un animale essere l’amante della donna?

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Ma sì, la pubblicità è la maschera della realtà o il vizio che si usa chiamare vizio quando invece è una malattia della cultura sia moderna che occidentale.
Mostrare che una donna possa far amore o sesso (come oggi si dice ) con un animale è la semplice testimonianza di una società degenerata degenerativa degenerante. Ovvero di una cultura malata che ha sgretolato quei segni di una tradizione del rispetto della dignità.
Non si può affermare o far passare l’idea che è soltanto un atto pubblicitario.

La pubblicità è uno strumento delle culture che hanno invaso il nostro tempo. Ce ne sono alcune di una ineleganza e di una volgarità terribile. Altre offrono una loro estetica. Pochissime. Ma quasi tutte hanno un obiettivo che è quello di esorcizzare.

Non di rendere sensibile le immagini o la parola costruita in una sessualità in cui possa dominare la bellezza. Siamo comunque oltre la bellezza. Siamo invece nel registro di un tempo terribile e leggero.
Terribile perché pur di vendere e di vendersi tutto è possibile e fattibile.

Nel caso della pubblicità in questione è in commercio anche il sesso della donna tra un animale e una gomma da masticare. Leggero perché non ha pensiero e il conformismo è dilagante perché se fosse un tempo pesante imporrebbe una costante riflessione. Ma questa società è stata educata alla leggerezza.

La brutta lezione sulla leggerezza di Italo Calvino dimostra e insegna. Non è stato frainteso. Ha detto ciò che con la sua cultura poteva e riusciva a dire. Non servono inutili giustificazioni.
Il permissivismo non è una altra tara culturale. È la proiezione di una ideologia. Nasce dalla distruzione delle regole e da una pedagogia delle educazioni del permissivismo.
Tutto ormai è lecito. Persino considerare Pasolini un maestro… Ma de che…? Un cattivo esempio in tutto! Ma in questa società è tutto accettabile.

La pubblicità non nasce dai fiori di Ronsard. Ma dalla realtà del tutto è concesso. Tutto è lecito. Vi ricordate quella pubblicità in cui un signore si fa scivolare una pillola per l’erezione e va a finire in una auto che immediatamente si ingrandisce anzi si ingrossa… All’inizio non riuscivo a capirla… Non capivo la doppia pubblicità. Mi sono chiesto se quella pillola ingrossasse soltanto quel tipo di auto… Poi mi è stata spiegata… perché io essendo un tradizionalista e conservatore non ero arrivato a comprendere la stupidità che è la vera anima della pubblicità.

Non mi meraviglio non mi vergogno non mi indigno… Ho paura. Si paura. Perché questa ideologia della leggerezza ha creato persone senza pensieri forti e uomini che hanno sposato la tolleranza convinti che tollerare significa essere democratici. Ma io a questo non rispondo perché la democrazia non mi appartiene.

Non lo sono, non sono tollerante sulle idee stupide, non mi appartiene la leggerezza perché amo la profondità della pesantezza e viceversa, non guardo alcuna pubblicità anzi si se spinto per osservare i cambiamenti della cultura.
Già, basta saper leggere la pubblicità per comprendere in che cultura in che realtà siamo finiti. Ma questo è il Paese che ha reso Pasolini un eroe nazionale.

Gli italiani italiani non provano un po’ di pudore e di vergogna? Lasciamo che la donna si lasci offendere dalla pubblicità animalesca e masticatoria… Tanto non esiste più la farsa di una epoca quando si gridava l’UTERO È MIO E ME LO GESTISCO IO…
Recite di altri tempi…. in un teatro di marionette…
Pierfranco Bruni

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Notizie su Pierfranco Bruni

E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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