martedì 19 Novembre, 2019 - 10:43:59
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Quando la libertà è uccisa. Epitaffio sulla morte della democrazia di Pd, 5 Stelle e Vaticano Va in scena nuovamente il Catto – Comunismo

 

Già, poteva mancare? Anche Bergoglio contro Salvini. Ma questo lo si sapeva da sempre. I Gesuiti hanno sempre fatto politica. Bergoglio dal sua insediamento è l’espressione catto-comunista. Padre Antonio Spadaro, direttore di “Civiltà Cattolica” è molto chiaro. Bergoglio non aspettava altro. Il Papa peggiore della storia cattolica fa parlare il suo braccio “sinistro”. Andiamo oltre. Usiamo metafore per recitare il rosario della realtà. Non mi era mai capitato di ascoltare un intervento di un Capo di Governo con una arroganza e un pregiudizio nefasto nei confronti del suo Vice in carica (attenzione, i dettagli fanno il tutto) come quello del prof. avv. Giuseppe Conte. Privo del senso della politica e di una morale politica che ha istigato allo scontro. Ha avuto buoni maestri.

Sì. Signori miei. Ha invitato Salvini ad uno scontro dopo offese atroci, terribili, volgari. Peggio nella replica. Banale. Pensava di essere Mussolini o ha pensato di illudersi quando ha detto che lui, solo lui, si assumeva la responsabilità politica di tutto. Nel discorso mussoliniano post matteottiano. Eppure è un docente universitario. Ripeto per i non sprovveduti, dopo il ritrovamento del cadavere di Giacomo Matteotti, Mussolini afferma di assumersi lui, e solo lui, tutte le responsabilità. Da lì comincia il fascismo regime 1924 -1925.  Sprovveduto sì, Conte, ma non impreparato sino al punto di affermare che solo lui si assumeva la responsabilità. Che “Bivacco”!
Da distanze geografiche  non ravvicinate ho seguito il suo intervento e le sue invettive. Mi sono detto: Non capisce nulla di politica. Un dilettante allo sbaraglio. Se un presidente del consiglio afferma ciò che ha sottolineato lui o non ha pensieri o riporta pensieri di altri che lo stanno usando per altri fini. Il suo stile? Un linguaggio da mercato con in più una cattiveria effimera da linciaggio non contro un avversario ma contro un alleato.

Ritorno, dopo qualche giorno, all’antico discorso di Marco Antonio con il cadavere di Cesare ancora caldo. Per carità  della Madonna del Rosario non siamo a quei livelli alti e di capacità politica. O forse ha cercato di copiare il machiavellico Guicciardini? No. Devastante!

Cosa diceva, comunque,  ad ogni “epigramma” Marco Antonio? Ma Bruto è un uomo d’onore! Ebbene. Il prof. avv. Conte ha fatto un intervento delirante. Da statista? Ma va là a chi afferma ciò… Un intervento politicamente volgare e umanamente misero con la aggravante della offesa istituzionale nei confronti del suo vice presidente, (carica istituzionale, attenzione), ripeto, in carica. Ma Conte è un uomo d’onore signori. Uno non eletto. Ma di onore tra gli “intellettuali magistrali” delle 5 Stelle. Troppo onore, anzi da folle, io, a paragonarlo al grande Bruto! Ma vada per la mia follia…

Con la mano sulla spalla del suo Vice presidente ha pronunciato la “decorazione” funebre. Errore ma Stil Novo della Casellati. Perché ha dovuto cambiare posizione Salvini? (Io non sono salviniano ma erede, ovvero formatosi in una bella ed elegante famiglia, di una cultura fascista da nonno a padre e le eredità sono sangue, e non si rinnegano mai, anche se ormai è ridicolo parlare di fascismo). I Gattopardi resteranno sempre tali, nonostante la aggressione delle iene!

Era lì sul banco dei ministri accanto al Pubblico Ministero Conte che lo accarezzava.  Perché sin dall’inizio non è stato invitato a sedere nell’ala dei senatori leghisti?

Per legittima istituzionalitá? Eppure è vice presidente del consiglio dei ministri in carica. Conte è un uomo di onore alla Marco Antonio, ovvero ha l’onore che Marco Antonio attribuiva a Bruto. Non è stato un intervento ma un vero e proprio inizio processuale. Da avvocato forse, ma non da presidente del consiglio.

Salvini sotto processo da Conte. Che bella immagine che il neofita della politica ha offerto al mondo intero. Di – Maio sogghignava. Ma chi è Conte  per affermare ciò?

La scena più terribile di questi giorni non è stata data da un possibile accordo tra Pdf (Pdf) e le Stelle 5, ma dalla comparsa di Prodi. Pensate un po’, compare ogni qualvolta gli angeli dell’Inferno lo chiamano.

Avrà fatto una nuova seduta spiritica e gli spiriti dall’Aldilá avranno dato consigli. Molti hanno fatto finta di dimenticare o realmente non sanno che Prodi, durante la prigionia di Aldo Moro,  parlo addirittura del 1978, ha partecipato ad una seduta spiritica che indicava la sede dove Moro poteva essere intrappolato dalle Brigate Rosse e  l’acerrimo nemico delle trattative e nemico del grande Bettino Craxi.

Vedete, la storia non conosce parentesi. Ma è continuità. Cosa c’entra questo? Pensate! Allora l’unico, dico l’unico, ad aver capito tutto era stato Leonardo Sciascia insieme a Craxi.  Grande intelligenze.

Lo Stato italiano con la complicità del Vaticano, regnante Paolo VI che non volle4 salvare il suo amico Aldo, dico non volle, ora santificato da Bergoglio, hanno celebrato un funerale di Stato ad un cadavere che non c’era in chiesa, contro l’intera famiglia Moro che ha celebrato il vero funerale intimissimo con Moro morto.

Cosa c’entra tutto questo? Pensate!

La storia non ha parentesi ma si corre il rischio che la politica si possa ripetere.

Il discorso di Conte è stata una pugnalata alla Bruto e alla Cassio. Ma Conte è un uomo d’onore. Guai a parlar male.

Qui la questione vera è il tradimento. Ovvero il rinnegamento. Pietro rinnega e viene promosso a capo della Chiesa. Giuda offre un bacio e viene costretto ad impiccarsi. Anche questo è un altro discorso. Vige la teologia del tradimento e della promozione.

Conte avrà pensato alle grandi epoche storiche. Ma non è così. Un neofita in 14 mesi non diventa statista. Potrà anche fare il suo nuovo governo. Ma resterà nella cronaca di un giorno che passa. E in questo giorno che passa e che non rientrerà nella storia quando qualcuno curerà la citazione delle 5 Stelle rispolvererá un bel romanzo di Leonardo Sciascia, che sapeva riconoscere gli uomini classificandosi in categorie. “Il giorno della civetta”: “Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi”.

Tutti sapranno dove Sciascia lo avrebbe collocato. Ma il problema non è ancora questo.  Quale sarebbe allora?

Quello di Cicerone. Metafore!

Dietro il pugnale dell’uomo d’onore, che sarebbe Bruto, la congiura era stata ordita dall’amico di Cesare, ovvero Cicerone al quale Cesare aveva concesso tutto.

Guardiamoci intorno. Oggi non è pensabile un Cicerone. Ma altri di corta intelligenza sì, e cortigiani sempre e mai liberi, perché chi è libero ha idee e chi ha idee resta sempre libero. Un Bruto sì. Si trova sempre. Ma Bruto che tradisce e pugnala è un uomo d’onore, signori!

Come già affermavo: Siamo alla conoscenza del peggio. Ma non abbiamo ancora raggiunto la coscienza del peggio. Ovvero assisteremo all’intreccio tra coloro che si consideravano comunisti, il Vaticano e i 5 Stelle. Era da tempo in linea di arrivo questo epitaffio di morte per la libertà.

Attenzione. I Greci farebbero dire ai Latini Romani che nella Coscienza del Peggio si può nascondere l’ira degli Dei, nonostante la sapienza provvidenziale di un Seneca avvelenato dal suo Imperatore, dopo averlo civilizzato. Metafore? Sì, ma questi non sono degni di alcuna storia.

Pierfranco Bruni

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Notizie su Pierfranco Bruni

Pierfranco Bruni
E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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