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San Marzano(Ta): Avevano fatto esplodere un ordigno davanti all’abitazione di un concittadino per fargli rimettere una querela

ANDRISANO Salvatore SOLOPERTO FrancescoMANDURIA – I carabinieri del NOR di Manduria, in collaborazione con i militari della Stazione di San Marzano di San Giuseppe hanno arrestato questa mattina due pregiudicati di San Marzano ritenuti responsabili in concorso di detenzione e porto di materiale esplodente e danneggiamento aggravato. Si tratta di Francesco Soloperto, 47enne, già sorvegliato speciale e fratello di Sergio ed Angelo quest’ultimo indiscusso capo del clan Soloperto e Salvatore Andrisano, 42enne, attualmente detenuto nel carcere di Taranto per detenzione illegale di arma clandestina e munizionamento da guerra e comune da sparo. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Taranto, Giuseppe Tommasino, a seguito di un’articolata indagine diretta dalla Procura jonica nella persona del sostituto procuratore Lelio Fabio Festa.

L’indagine ha preso avvio nella nottata del 14 settembre 2014, quando all’una circa, ignoti malfattori collocavano e facevano esplodere un ordigno di medio potenziale davanti all’abitazione di un 69enne di San Marzano di San Giuseppe, anch’egli pregiudicato. La deflagrazione provocava lo scardinamento del portoncino di ingresso, il danneggiamento della struttura murale del porticato, la distruzione del mobilio esistente nella stanza più prossima all’uscio, nonché danni ad alcune autovetture parcheggiate nelle vicinanze ed alle abitazioni adiacenti.

Le indagini, grazie alla pronta collaborazione della vittima, si sono subito concentrate su una lite scaturita a seguito ad una denuncia querela per ingiurie, presentata, nei giorni precedenti l’attentato dalla vittima nei confronti di Andrisano che, adirato per l’affronto di essere stato denunciato, in un primo momento aggrediva il 69enne sammarzanese, procurandogli lesioni al volto ed al costato e poi, in concorso con Soloperto, allo scopo di farlo desistere dall’azione legale intrapresa nei propri confronti, lo minacciava a più riprese di “farlo saltare in aria”. Tale inequivoca e grave minaccia si concretizzava con il collocamento e l’esplosione dell’ordigno artigianale di medio potenziale nei pressi della porta d’ingresso dell’abitazione della vittima che, solo per un caso fortuito, non ha causato danni alle persone tra i numerosi abitanti della zona che stavano rincasando, dopo aver trascorso il sabato sera fuori casa.
L’analisi del materiale repertato e sequestrato sul luogo dell’esplosione, la perquisizione e le altre attività d’investigazione dirette ed indirette, fra cui intercettazioni telefoniche, hanno consentito di ricostruire un quadro chiaro circa le responsabilità penali dei due, in qualità di mandanti ed istigatori del disegno criminoso.
Entrambi dovranno rispondere, inoltre, di violenza privata e di minaccia aggravata, mentre Andrisano anche di lesioni e violazione di domicilio perché si introduceva nell’abitazione della vittima contro la volontà della stessa e l’aggrediva con pugni al volto e al costato procurando lesioni guaribili in 25 giorni. Gli inquirenti, in 3 mesi di indagini, sono riusciti ad acquisire – come letteralmente dice il gip nel suo dispositivo, “dei riscontri investigativi la cui valenza non può non far condividere la ricorrenza di gravi indizi di colpevolezza”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SOLOPERTO Francesco, 47enne di San Marzano di S.G., pregiudicato, già sorvegliato speciale e fratello di Sergio ed Angelo quest’ultimo indiscusso capo del clan SOLOPERTO;
ANDRISANO Salvatore, 42enne di San Marzano di San Giuseppe, pregiudicato, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Taranto, in quanto arrestato in flagranza in data 09.10.2014 dai Carabinieri di Manduria per detenzione illegale di arma clandestina e munizionamento da guerra e comune da sparo,
ritenuti responsabili in concorso di detenzione e porto di materiale esplodente e danneggiamento aggravato.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal GIP del Tribunale di Taranto, dott. Giuseppe TOMMASINO, a seguito di un’articolata indagine diretta dalla Procura jonica nella persona del Sostituto Procuratore dott. Lelio Fabio FESTA.
L’indagine ha preso avvio nella nottata del 14 settembre 2014, quando all’una circa, ignoti malfattori collocavano e facevano esplodere un ordigno di medio potenziale davanti all’abitazione di un 69enne di San Marzano di San Giuseppe, anch’egli pregiudicato. La deflagrazione provocava lo scardinamento del portoncino di ingresso, il danneggiamento della struttura murale del porticato, la distruzione del mobilio esistente nella stanza più prossima all’uscio, nonché danni ad alcune autovetture parcheggiate nelle vicinanze ed alle abitazioni adiacenti.
Le indagini, grazie alla pronta collaborazione della vittima, si sono subito concentrate su una lite scaturita a seguito ad una denuncia querela per ingiurie, presentata, nei giorni precedenti l’attentato dalla vittima nei confronti di ANDRISANO che, adirato per l’affronto di essere stato denunciato, in un primo momento aggrediva il 69enne sammarzanese, cagionandogli lesioni al volto ed al costato e poi, in concorso con SOLOPERTO, allo scopo di farlo desistere dall’azione legale intrapresa nei propri confronti, lo minacciava a più riprese di “farlo saltare in aria”. Tale inequivoca e grave minaccia si concretizzava con il collocamento e l’esplosione dell’ordigno artigianale di medio potenziale nei pressi della porta d’ingresso dell’abitazione della vittima che, solo per un caso fortuito, non ha causato danni alle persone tra i numerosi abitanti della zona che stavano rincasando, dopo aver trascorso il sabato sera fuori casa.
L’analisi del materiale repertato e sequestrato sul luogo dell’esplosione, a cura della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo di Taranto, la perquisizione effettuata successivamente nei confronti dell’ANDRISANO, arrestato in data 09.10.2014 per detenzione di una pistola sprovvista di matricola e di munizionamento da guerra e comune da sparo e le altre attività d’investigazione dirette ed indirette, fra cui intercettazioni telefoniche, hanno consentito di ricostruire un quadro chiaro circa le responsabilità penali dei due, in qualità di mandanti ed istigatori del disegno criminoso.
Entrambi dovranno rispondere, inoltre, di violenza privata e di minaccia aggravata, mentre ANDRISANO anche di lesioni e violazione di domicilio perché si introduceva nell’abitazione della vittima contro la volontà della stessa e la aggrediva con pugni al volto ed al costato procurando lesioni guaribili in 25 gg..
Gli inquirenti, in 3 mesi di indagini, sono riusciti ad acquisire – come letteralmente dice il GIP nel suo dispositivo – “dei riscontri investigativi la cui valenza non può non far condividere la ricorrenza di gravi indizi di colpevolezza” in capo agli indagati.
SOLOPERTO è stato associato presso la Casa Circondariale di Taranto, ove ANDRISANO, come detto, è già ristretto a far data dal 09.10.2014.

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