domenica 16 Giugno, 2024 - 5:45:20

SAVA: GLI IPOGEI EMERSI IN VIA XXI APRILE

di Gianfranco Mele

Da un po’ di anni a questa parte, un cospicuo tratto della pavimentazione di via XXI Aprile in Sava (TA), aveva dato progressivamente segni di cedimento, sino ad arrivare in pratica a sprofondare.

Via XXI aprile un tempo era una strada attraversata da auto e mezzi più o meno pesanti, ma sin da prima dell’epoca del cedimento era stata trasformata in piazzetta (all’incirca nel 2009). Il tratto sprofondato è stato per lungo tempo transennato, fino a quando il Comune di Sava non ha avviato un progetto di “sistemazione dell’area pavimentata”, realizzatosi nel mese di novembre 2023.

Nel novembre 2023 sono stati avviati i lavori di sistemazione, ma evidentemente il cedimento (dovuto ad aree vuote ed alla presenza di un pozzo sorgivo interrato) era più serio di quanto previsto, dal momento che sono stati effettuati veri e propri scavi (non previsti nel progetto iniziale) anziché un mero smantellamento e rifacimento della pavimentazione.

Lungo tutto il tratto di via XXI aprile è venuta alla luce una rete ipogea, fatta di una serie di “stanze” di notevole profondità (foto 1 e foto 3).

Foto 1: parte degli ipogei emersi in via XXI aprile

Da un lato della piazzetta è emersa anche l’imboccatura di un antico pozzo sorgivo. Ci risulta che un giornalista locale abbia prontamente segnalato il tutto alla Soprintendenza e al Comune di Sava. Tuttavia, pare che la Soprintendenza non abbia inteso indagare più di tanto rispetto alla natura degli ipogei e abbia unicamente chiesto di salvaguardare il pozzo.

Difficile capire, quindi, a cosa possano essere rapportati quegli ipogei, che funzioni abbiano avuto e a quale epoca possano risalire.

Dal momento che durante i lavori di scavo si son potute osservare anche comunicazioni con l’antico palazzo che costeggia la strada (foto 2), è possibile che si potesse trattare di un frantoio ipogeo comunicante con gli scantinati del palazzo stesso, ma parallelamente alla “stanza” antistante il palazzo ve ne sono altre. Tuttavia, vi sono altri elementi da prendere in considerazione, e ne parliamo appresso. Probabilmente, nel tempo, gli ipogei di via XXI Aprile, parte di una più vasta rete sotterranea, han subito più modifiche e hanno assolto più funzioni.

Foto 2: porte di comunicazione tra gli scantinati del palazzo e gli ipogei antistanti

Ai tempi dello sprofondamento di parte della pavimentazione, voci raccolte in paese indicavano tale cedimento come causato dalla presenza di un corso d’acqua sotterraneo. Di fatto, la presenza a pochi metri dalla zona del cedimento del pozzo sorgivo, emerso, come sopra detto, dai lavori avviati dal Comune di Sava, testimonia che tali voci non dovevano essere così infondate.

La piazza poco distante da via XXI Aprile, l’odierna Piazza Padre Pio, fino a non molti anni fa si chiamava Piazza Sauro, ma ancora in precedenza il nome di quella piazza era Largo Pozzi (la qual cosa è testimoniata da una mappa delle vie di Sava inserita nel libro “Cenni Storici di Sava” di Primaldo Coco, Lecce, 1915, a pag. 99). Anticamente, al centro della odierna Piazza Padre Pio, secondo le testimonianze degli anziani conoscitori del luogo, esisteva un pozzo sorgivo che probabilmente era in comunicazione con la falda sotterranea che attraversava anche la vicina Piazza San Giovanni, e con i cunicoli sotterranei dell’antico centro del paese. L’antica denominazione di questa piazza, Largo Pozzi, (la si ritrova in una mappa delle vie di Sava inserita nel libro del Coco, “Cenni Storici di Sava”) lascia presupporre che quel nome derivasse proprio da una o più imboccature di pozzi sorgivi presenti in zona. Sino ai primi del Novecento questo sito ha mantenuto la denominazione più antica.

Le testimonianze e le ricerche degli storici locali indicano che l’antico agglomerato precedente l’attuale Sava, detto “Castelli”, fosse caratterizzato da una serie di cunicoli e strade sotterranee e dalla presenza di un corso d’acqua sotterraneo che si diramava costeggiando dette strade e presentava più imboccature ricavate per l’approvvigionamento di acqua. Anche la zona dell’attuale Piazza San Giovanni era attraversata, come si è detto, da detto corso d’acqua sotterraneo del quale era sfruttata l’acqua attraverso diverse imboccature. Un antico fonte era presente, al centro di una rete di gallerie percorribili, sotto alcune abitazioni della piazza, come testimoniato dalle ricerche dello storico savese Gaetano Pichierri: difatti, nel 1971, quando si iniziarono i lavori di un istituto bancario che ancora oggi, dopo aver ospitato diverse banche, ospita la sede di Monte dei Paschi di Siena, nei pressi di Piazza della Vittoria (che trovasi appunto tra piazza Padre Pio e Piazza San Giovanni, a pochissima distanza), durante i lavori di scavo di un caveau della banca venne accertata dagli stessi muratori che lavoravano alla costruzione dell’edificio, la presenza di cunicoli sotterranei che da sotto l’istituto bancario giungevano sino a piazza San Giovanni:

Un anziano muratore ancora vivente, ci narrò di esserci stato dentro entrando da un passaggio che si trovava nella parete di una cisterna di raccolta, di acqua piovana. Disse che erano ancora riconoscibili le rotaie dei carri che vi avevano transitato e che lungo le fiancate della via si trovavano delle buche ove venivano poggiate le lucerne”. (Gaetano Pichierri, Omaggio a Sava, a cura di V. MusardoTalò, Del Grifo Ed., 1994)

Foto3: un’altra veduta degli Ipogei venuti alla luce in via XXI Aprile

In un ulteriore articolo del 1989 Gaetano Pichierri riprende alcuni particolari dell’esposizione qui di sopra riportata, aggiungendo ulteriori notizie. Rispetto all’episodio del 1971 aggiunge che il maestro appaltatore dello scavo per la costruzione dello scantinato dell’istituto bancario in Piazza della Vittoria oltre a constatare di persona l’esistenza di grotte e cunicoli nel sottosuolo della costruzione, si imbatté in “una sorgente da cui empì una bottiglia”. Riferisce poi di un ulteriore episodio accaduto due anni addietro l’uscita dell’articolo, ovvero nel 1987: lo sprofondamento di un camion, a causa del suo peso, in uno dei cunicoli sottostanti, questa volta, la Piazza S. Giovanni (a poca distanza dal luogo ove nel ’71 erano emersi i sotterranei me sempre nell’ex “rione Castelli” (per questa e numerose altre citazioni si veda il citato libro postumo del Pichierri, e in particolare gli articoli alle pp. 123-125, 165-167, 224-227).

La specificità e le caratteristiche della antica “Sava-Castelli”, ivi comprese le descrizioni dei sotterranei e dei pozzi sorgivi, sono descritte ampiamente nei lavori di Primaldo Coco, di Achille D’Elia, di Pasquale Del Prete, di Gaetano Pichierri,

Rispetto al corso d’acqua sotterraneo e ai diversi punti di raccolta dell’acqua si può anche tenere a mente la presenza di un pozzo sorgivo proprio nell’area della corte del palazzo baronale di Sava (Palazzo Prato) oggi adibito a municipio. Tale pozzo, fu purtroppo chiuso e il suo puteale distrutto decenni fa da una delle amministrazioni succedutesi. Un’altra imboccatura è emersa invece di recente di fronte al Bar Elio (è stata conservata e protetta da un lastrone di vetro) e un’altra dovrebbe essere sotto l’ipogeo oggi adibito a Museo dell’Olio. Altre, sono descritte negli studi citati del Pichierri.

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

Mele G., Sava: Largo Pozzi e “lu Sannai”, febbraio 2019, La Voce di Maruggio

Coco P., Cenni Storici di Sava, Stabilimento Tipografico Giurdignano, Lecce, 1915

Mele G., Le Colonne degli Osanna tra storia, leggenda, devozione, magia e tradizione, in La Voce di Maruggio, dicembre 2018

Mele G., Sava – Castelli, la città sottrranea e la necropoli. Documenti, tracce e testimonianze di un antico centro abitato precedente la Sava del XV secolo, Terre del Mesochorum, Archeoclub Carosino, sito web

Pichierri, G., Nella città sotterranea per sfuggire ai saraceni in “La gazzetta del Mezzogiorno”, anno XCVII n. 234, 27 agosto 1984.

Pichierri, G., Aree nuove per parcheggi nuovi in “La Gazzetta della Puglia” anno II, n. 6, giugno 1989

Pichierri, G., Sul camminamento sotterraneo di Sava: testimonianze, in “Omaggio a Sava, a cura di Vincenza Musardo Talò, Del Grifo Ed., Le, 1994, pag. 225

D’Elia, A., Sava e il suo feudo, Storia paesana (manoscritto), 1889

Del Prete, P., Il Castello federiciano di Uggiano Montefusco, Archivio Storico Pugliese,Bari, Società di Storia Patria per la Puglia a. XXVI, 1973, I-II

Mele G., Sava sotterranea: altri elementi, una piccola ricognizione etnografica, La Voce di Maruggio, maggio 2019

Mele G. Sava: “Li Castieddi” e i camminamenti sotterranei, La Voce di Maruggio, novembre 2018

 

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Notizie su Gianfranco Mele

Gianfranco Mele
Sociologo, studioso di tradizioni popolari, etnografia e storia locale, si è occupato anche di tematiche sociali, ambiente, biodiversità. Ha pubblicato ricerche, articoli e saggi su riviste a carattere scientifico e divulgativo, quotidiani, periodici, libri, testate online. Sono apparsi suoi contributi nella collana Salute e Società edita da Franco Angeli, sulla rivista Il Delfino e la Mezzaluna e sul portale della Fondazione Terra d'Otranto, sulla rivista Altrove edita da S:I.S.S.C., sulle riviste telematiche Psychomedia, Cultura Salentina, sul Bollettino per le Farmacodipendenze e l' Alcolismo edito da Ministero della Salute – U.N.I.C.R.I., sulla rivista Terre del Primitivo, su vari organi di stampa, blog e siti web. Ha collaborato ad attività, studi, convegni e ricerche con S.I.S.S.C. - Società Italiana per lo Studio sugli Stati di Coscienza, Gruppo S.I.M.S. (Studio e Intervento Malattie Sociali), e vari altri enti, società scientifiche, gruppi di studio ed associazioni.

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