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Singolare protesta di un vigile del fuoco manduriano giunge a Roma: “Non voglio più fare il pompiere”

Valentino Prezzemolo
MANDURIA – Singolare protesta di un vigile del fuoco manduriano che presta servizio a Salerno, Valentino Prezzemolo, autore di una lettera indirizzata alle più alte cariche dello Stato dove chiede di abbandonare il Corpo per transitare in un’altra amministrazione «più dignitosa».

Le ragioni dello sconforto sono così tante che non basta un foglio per elencarle tutte. Così si va dai problemi di natura retributiva («tra tutti i corpi dello Stato, dice, il nostro è quello che ha lo stipendio più magro di tutti arrivando a perdere 350 euro rispetto, ad esempio, alle forze di polizia»), a quelli di natura sociale: «Non ci considerano per quello che siamo, si figuri – continua il pompiere – che quando dobbiamo entrare in aeroporto per servizio dobbiamo passare anche noi la prova del metal detector ed essere perquisiti nonostante indossiamo la divisa».

Prezzemolo, che ha 36 anni e vive a Manduria facendo il pendolare sino alla sua caserma di Salerno, è stato precario per tanti anni ma non ha dimenticato i suoi colleghi più sfortunati. Per questo denuncia «la grave forma di abuso del volontariato retribuito, termine adottato per celare malsane forme di precariato». La rovente, è il caso di dire, denuncia di Prezzemolo, tocca anche aspetti della sicurezza personale e dei cittadini. «Ci troviamo di fronte – scrive – all’impossibilità di adempiere ai propri oneri istituzionali a causa dell’inadeguatezza degli organici, della carenza di attrezzature e di mezzi adeguati al soccorso, con un parco macchine eccessivamente vecchio, specie quello in dotazione alle colonne mobili». Nel distaccamento dei pompieri di Manduria, ad esempio, rivela sempre Prezzemolo, «a volte i colleghi sono costretti ad uscire lasciando la sede deserta senza nemmeno telefonista perché il personale non è sufficiente».  Poi se la prende con le leggi previdenziali che non riconoscono al pompiere il lavoro usurante riconosciuto in molti altri paesi del mondo come gli Stati Uniti. Insomma, il limite della sopportazione del manduriano è abbondantemente superato se chiede al governo e a tutti i parlamentari la possibilità di cambiare casacca per «non doversi trovare a 60 anni a dover lottare contro il fuoco, l’acqua e tutti gli elementi avversi, politici compresi, che mettono a dura prova anche il più aitante dei ventenni». Valentino Prezzemolo, che ha prestato servizio nell’inferno del terremoto de L’Aquila, ha un figlio di un anno e mezzo.

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