giovedì 04 Marzo, 2021 - 15:44:53

Storia di una torre con la fica e senza la fica. Di Tonino Filomena

tore

C’era una volta una grande torre con una  grande fica.

Un bel giorno di tanto, ma tanto tempo fa, in una giornata assolata degli anni che vanno tra il 1600 e il 1650, don Girolamo Marciano, medico di Leverano (provincia di Lecce), finisce (con pazienza) di far visita ai suoi pazienti, torna a casa e dice alla moglie: «Moglie, io mi vado a fare una passeggiata ».

Il medico prende la mula, la sistema dinanzi al barroccio, la lega, e grida: « Aaa! Aaa! Vai mula, vai! ». E la mula va. Ha la capo tosta la mula, ma va. Il buonuomo dirige l’ibrido equino verso la mulattiera che conduce al mare. Cammina… cammina, cammina… cammina, il medico arriva a Punta Prosciutto e dice a se stesso: « Che belli prosciutti. Mò me ne prendo uno. Anzi due, uno per me e uno per la mia Agata (la mula) ». Cammina, cammina… arriva a Torre Columena, e il medico dice alla mula: « Mena, mena ». Cammina, cammina… arriva a Campo Marino e dice: «Che bel campo, che bel marino ». Qui si ferma. Tira la martellina. Mentre è intento ad abbeverare la mula, osserva, medita, nota. E… notando, notando, notò una torre che stava sola, soletta (“sentinella del mare” senza case abusive intorno) nel bel centro della “rotonda”. Tira fuori la fettuccia (metro) e si mette a misurare la torre. Sussurra: «Perbacco, poffabaccobaccone, sta’ torre sorge a circa 7 metri sul livello del mare. Guarda imponente e maestosa al mare. Oltre il porto. Oltre il ristorante di don Rocco Cavallo (campa cavallo che l’erba delle alghe cresce…). Ma qui mi trovo a 40 km. da Taranto, la città dei due mari e capitale della Magna Grecia, e a 2 km. da Maruggio, la Terra che ieri era dei Templari e che oggi è dei Cavalieri di Malta e che domani sarà di mastro Alberto Cavadenti e dopodomani di messer Alfredo Onnipotente. Ma guarda un po’ sta’ torre, dista più o meno 200 metri dal mare. E che mare. E che rena (sabbia). E che monti (dune). E che… quante cose belle ci sono. Scommetto che un giorno questo mare, questa rena, questi monti sabbiosi, saranno ripresi dalle telecamere del telegiornale del secondo canale ». Don Girolamo si mette a scrivere. Titolo: “Descrizione, Origini e Successi della Provincia d’Otranto”. Annota con il lapis: «Descrizione del sito, e de’ luoghi marittimi che sono tra Taranto e Gallipoli…Partendo dalla città di Taranto, e circuendo la marina, caminando… si trova la terra di Maruggio, miglio uno dalla marina distante. Chiamano questa terra Marubium… Oggi si possiede questa terra dalla Religione di Malta de’ Cavalieri di S. Giovanni… Giace questa Terra in luogo fertile, amèno, e salutifero… Dirimpetto alla sua marina si vede la Torre de’ Molini, così detta dalle pietre de’ molini, che ivi negli antichi tempi si tagliavano (…)”. Il dottor Marciano, che è anche filosofo, chiede ad un vecchio e abbronzato pescatore di passaggio: << Uè pescatò, da quanto tempo sta qua stà torre? ». Il pescatore, che si chiama Mimino, risponde (in dialetto gerosolimitano = maruggese): «La torre delli molini iè stata frabbricata allu finiri ti lu sieculu passatu. Edda servi alli uardi cu’ vetunu… sta’ vvennu o no’ sta’ vvennu li slamici, li turchi, li ‘bbi ‘lladin ». Don Girolamo, sporcheggiandosi, continua a domandare: « Mi consenta… mi scusi signor pescatore, ma… quella fica, quella fica… cosa ci sta a fare in cima alla torre? ». Risponde Mimino: «Bò ». Don Girolamo s’inalbera e richiede incazzato: « Uè pescatò, ma non c’è ‘na guardia, un sindico, un commendatore di Malta (Maruggio) che poscia togliere quella fica o brufico che sia? Non vedi stà fica fracazzana sta rovinando la torre. O dobbiamo aspettare 500 anni per vedere la torre delli molini senza quella brutta e racchia fica? ». Il pescatore si allontana mormorando e anticipando il futuro: « Eh, eh… passeranno sì 500 anni prima che qualche fesso prenda l’accetta e mozzi la testa alla fica. Che bruttura, che bruttura questa torre con la fica (fosse almeno ‘bbbona!). Maruggio avrà altri commendatori, sarà governata dai sindaci del Regno di Napoli, del Regno d’Italia, della Prima Repubblica Italiana, della Seconda Repubblica Italiana (che sarà come la Prima) e della Terza Repubblica Italiana (che sarà come la Seconda). La torre sarà utilizzata perfino dai finanzieri (che poi andarono via seccati…). Non so se nei prossimi secoli sta’ torre resisterà all’incuria e alla gelida indifferenza degli uomini “civilizzati”, non so se la fica fracazzana verrà tolta. Mi domando se crollerà la torre con la fica o la fica con la torre? Ho chiesto alla zingara (rannicchiata come ‘na rana in mezzo alle palme punte dal punteuolo) e mi ha risposto che tra il 1980 e il 1994 la torre ci sarà. Curva, degradata, imbrattata, imbruttita, ma ci sarà. La torre de’ li Molini avrà ancora la sua fica. Le radici della fracazzana non gelano, affonderanno ancora per molto tempo nelle fessure della torre. Fino al 1994. Fino a quell’Anno Domini si avvicenderanno e, in alcuni casi si ripeteranno, dieci sindaci e due commissari (non di polizia ma prefettizi). Dodici governatori in quattordici anni. La media di un sindaco all’anno. Mi domando quale sindaco di Maruggio avrà il barbaro coraggio di tagliare la testa alla fica? Quale sindaco avrà il satanico gusto di recuperare la torre, restituirla al popolo, affidarla agli artisti e ai giovani, farne un Centro d’Informazioni Turistiche? Quale sindaco? ». La vecchia zingara, che intanto ha letto i pensieri e le speranze di Mimino il pescatore, mormora: «Caro pescatore che porti il pesce fresco alle Piccole Ore… devi sapere che dopo una lunga attesa, verrà il giorno in cui un sindaco (1 dopo 10), rinuncerà alla fica per la torre. Maruggio avrà un sindaco-signore e non un signor-sindaco. Eserciterà l’arte salutare come don Girolamo. Si chiamerà Alberto. Sarà lui a restituire la torre al popolo, agli artisti, ai giovani, ai turisti che leggeranno dentro e oltre la storia di questo incantevole luogo… che si chiama Campomarino, poi verrà ancora lui, e dopo di lui verrà un altro sindaco, giovane e guerriero, che la renderà più bella e più leggiadra di prima ».

Caro amico, hai avuto la bontà e la pazienza di leggermi. Sappi che è tutto vero: il brano, le immagini, i sindaci. Anche se lo stile è in forma divertita la storia è vera. Il giovane corpo di guardia, che oggi (solo d’estate in verità) protegge la vecchia torre, ti invita pertanto a rispettare la Terra di Maruggio e il mare di Campomarino. Difendi la Tua Terra, difendi il Tuo Mare.

 

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Notizie su Tonino Filomena

Tonino Filomena
Tonino Filomena, scrittore e storico documentarista. Attratto dallo studio della Storia e dalle vicende umane ad essa collegate, in particolare del Novecento, dopo essere stato allievo di Tommaso Pedio e Indro Montanelli, conseguendo giovanissimo la laurea in Scienze Politiche, ha iniziato a occuparsi di storia patria documentando e illustrando la vita della sua città natale (Maruggio). È membro della Società di Storia Patria per la Puglia, presidente regionale del Sindacato Libero Scrittori Italiani, Testimonial Albo d’Oro del Comitato Scientifico No Lombroso di Torino; già Socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e Segretario Nazionale dell'Istituto Nazionale Minoranze Etnico-Linguistiche in Italia presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ autore di numerosi saggi, tra cui: Maruggesi nel primo Novecento. Il relitto della Madonnina. Guida a Maruggio, dentro e oltre la storia. Attacco a Maruggio. Paese nostro povero ma bello. Gli occhi della memoria. Nel ventre della Balena Bianca. Così parlò Bilbo. Il soldato contadino e l'ultima sua opera L'infanzia perduta, edita da La Voce di Maruggio.

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