lunedì 30 Novembre, 2020 - 9:28:07

Sulla Striscia di Gaza, con il terrorismo ebraico, si offre spazio ad una ribellione contro il mondo arabo e cristiano. Si intervenga con forza

(AP Photo/Hatem Moussa)
(AP Photo/Hatem Moussa)
La Striscia di Gaza è una tragedia che taglia in pezzi la coscienze delle civiltà e intreccia la disperazione dei popoli che hanno attraversato un Mediterraneo che è rimasto Oriente pur le grandi influenze e le strategie adottata dall’Occidente.

La storia fa sempre i conti con la storia.

La caduta dell’Impero Romano è la precipitazione dell’Occidente Greco – Latino in una geografia, che è diventata riconquista delle Terre di un Oriente occupato e maldestramente gestito.

Israele e Palestina hanno sempre posto un problema politico che non è stato capito sufficientemente e non è stato governato serenamente ed è diventato tragico modello militare e terroristico.

Non mi si venga a dire che i morti palestinesi non sono morti ammazzati dal terrorismo ebraico.

Non mi si venga a dire che questa Europa occidentalizzata è rimasta ad osservare guerriglie e bambini trucidati.

Non si venga a dire che l’America, esempio di civiltà?, stia adottando una politica pacificante.

Non mi si venga a dire che non bisogna riconsiderare tutta la storia del popolo ebraico sia dai viaggi dell’esodo sino ai fatti di Gaza.

La storia non può vivere di mitizzazioni.

C’è un terrorismo ebraico che semina morte e non vanno assolutamente considerati israeliti che sbagliano, perché la politica dei mercati e le finanze ebraiche sono stati i veri vincitori di una guerra dell’oro che ha visto contrapposti un Occidente confuso da manie ideologiche, che ha portato alla follia, e una realtà in cui le finanze hanno dettato strategie di consolidamento di Stati, il cui potere vero si esercitava attraverso i mercati della finanza internazionale.

L’Occidente fermi il terrorismo sulla Striscia.

In un tale contesto anche la Chiesa dovrebbe giocare una partita importante, ma è molto debole e i buoni propositi del Pontefice Francesco restano non solo parole inascoltate, ma semplicemente parole.

La Chiesa, oltre il linguaggio teologico, che è un metodo del progressismo, è assente. Completamente assente. Ma ci sono storie incrociate tra mondo ebraico e mondo cattolico ed è naturale che, per il Vaticano, non si può andare oltre. Sbaglia. E grandi sono le responsabilità di questa Chiesa attuale.

Questa Italia che è sul filo dei Mediterranei divisi, non è in grado di farsi ascoltare. C’è, certamente, una questione etno – religiosa ma rientra in una visione geo-politica dell’esercizio dei poteri sia economici che militari.

Questo Paese non ha l’autorevolezza e la capacità politica. Ma si prenda almeno atto che un terrorismo ebraico, dopo Gaza, sarà pericoloso per tutto il mondo arabo e non è detto che non lo sia anche per quello cristiano.

Sulla Striscia di Gaza, se non si interviene rigorosamente con una presa di posizione contro la violenza ebraica, si offre spazio ad un terrorismo pericoloso per il mondo Occidentale e Cristiano e per gli Orienti Arabi e Musulmani.

Pierfranco Bruni

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