domenica 09 Maggio, 2021 - 2:56:33

Superstizioni e Riti Scaramantici di Capodanno

capodanno-2016-al-caldo-343x216– Quando si apparecchia la tavola: bisogna apparecchiare un posto in più per il nuovo anno che arriva. Anche se non sarete a casa vostra, aggiungete comunque un posto a tavola.

  • Vietato prestare soldi o mettersi a piangere: si sa, chi fa qualcosa a Capodanno poi la fa tutto l’anno.
  • I cibi circolari, senza un inizio o una fine, come le arance o le ciambelle sono di buon auspicio per una vita lunga – e se sono dolci è anche meglio. In Giappone la notte di Capodanno si mangiano i lunghissimi toshi-koshi soba (spaghetti di grano saraceno) che collegano idealmente “un anno all’altro” e sono quindi sinonimo di longevità. Ma guai a tagliarli, vanno persino risucchiati.

  • Il maiale, grasso e succulento, è il piatto tipico per augurarsi un nuovo anno ricco, in Italia con lo zampone o il cotechino, ma anche nei Paesi anglosassoni, che lo fanno arrosto. In altri luoghi è considerato un cibo fortunato che simboleggia il progresso, perché i maiali non “hanno la retromarcia”. Oltre a mangiarne la carne si possono servire biscotti salati o dolcetti a forma di maialino.

True– Aringhe e melagrana, per salute e prosperità. In tutto il Medioriente la melagrana è il frutto della salute (rossa, come il sangue) e della prosperità, perché in un frutto nasconde miriadi di piccoli chicchi. Nell’insalata è perfetta.
In Germania e nei Paesi scandinavi invece è l’aringa, pesce grasso, a simboleggiare l’abbondanza, e si mangia allo scoccare della mezzanotte.

  • Tutti i cibi che hanno la forma di una moneta sono considerati di buon auspicio per le finanze: via libera quindi a lenticchie (in Italia con il cotechino, in Ungheria le usano nella zuppa), ma anche a biscottini dalle forma di monetine, monete di cioccolato e così via. In molti Paesi si nasconde una monetina nell’impasto del pane o del dolce, e chi la trova sarà il più fortunato.lenticchie_prev

Anche la pasta di mandorle serve ad attirare la ricchezza, poiché il suo nome deriva dall’arabo mauthaban, che in origine indicava una moneta, poi una misura di capacità e in tempi più recenti le scatole in cui veniva venduto il marzapane.

Negli Stati Uniti anche i cibi verdi, come cavoli ed erbette, sono considerati dei portafortuna, perché verdi come i biglietti del dollaro, e mangiare mais, color dell’oro.

ritual– La tradizione spagnola invita a mezzanotte esatta a mangiare dodici acini di uva bianca che rappresentano i mesi dell’anno e, per ciascuno, a esprimere un desiderio. L’uva, così come tutti i frutti che si sgranano, è di buon auspicio perché reca con sé il significato di guadagno e fortuna in ambito finanziario

  • Altri simboli tipici del Capodanno solo lo scintillio di oro, argento e cristalli: brillano come il denaro e illuminano, sono quindi propiziatori. E sicuramente più eleganti del total-red o del centro tavola a cornucopia – è ben augurale anche quella ma il confine fra “barocco e opulento” e “trash” è dietro l’angolo.

mutande-rosse– Riguardo all’abbigliamento, bisognerebbe indossare qualcosa di rosso, considerato ovunque (insieme all’oro) il benefico e salvifico colore tradizionale del Natale e delle feste di fine inverno e sin dall’antichità era un gran portafortuna: rosso corallo, come i cornetti antimalocchio. E a Capodanno s’indossano mutande rosse per via di un’usanza anglosassone nata per difendersi dalle streghe incontrate nella notte di San Silvestro, che lanciavano maledizioni agli uomini proprio in quel punto lì.

  • Anche i botti hanno un preciso significato, ossia quello di scacciare gli spiriti maligni. Ecco perché a Capodanno il botto della bottiglia di spumante è consentito dal “galateo”.
  • Un proverbio dice che quello che si fa a Capodanno si fa tutto l’anno – mangiare con abbondanza non dovrebbe essere oggigiorno il primo pensiero. Esistono riti propiziatori adatti anche ai tempi moderni che non possono fare male. Come i giapponesi, per Capodanno pulire la casa da cima fondo per liberarsi dal passato e fare spazio al futuro (in un modo più mentale del gettare il vecchio dalla finestra). O come i cinesi, preparando due strisce di carta da appendere alla porta, una con le cose “da tenere” dell’anno vecchio e di cui ringraziare e l’altra con le speranze e i progetti per il nuovo.

  • 1140-660– In tutto il centro sud italiano vigeva (e purtoppo in certe zone vige ancora) la pericolosa e stupidotta tradizione di disfarsi, defenestrandoli, degli oggetti vecchi e inutili: gesto simbolico che dovrebbe significare lo sbattere fuori tutti i brutti ricordi.

     

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