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Un artista maruggese espone a San Pietroburgo: “Danza silente. Omaggio a Carla Fracci”

SAN PIETROBURGO\ aise\ – “Danza silente. Omaggio a Carla Fracci” è il titolo della mostra di opere di Francesco Caraccio esposte a Palazzo Sheremetiev, sede del Museo Statale di Musica di San Pietroburgo.

La mostra, curata da Enzo Fornaro (Organizzazione -EF International Service Art Ltd), con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura, del Consolato Generale d’Italia a San Pietroburgo e con il sostegno del Comitato Cultura di San Pietroburgo, ha come filo conduttore la danza e in particolare la tradizione dei Ballets Russes di Diagilev.

La dedica alla Fracci, che ha studiato con Vera Volkova, sottolinea la sua proficua collaborazione con il mondo russo della danza e intende celebrare gli stretti rapporti artistici e teatrali tra Russia e Italia.

Francesco Caraccio, esponente dell’Espressionismo italiano moderno, allievo artistico e spirituale di Chagall, è nato a Maruggio in provincia di Taranto nel 1948. Dopo varie esperienze nel nord Europa, continua ora la sua sperimentazione in pittura e scultura nel suo studio di Milano.
La mostra, inaugurata ieri, 25 febbraio, ha aperto oggi al pubblico e resterà allestita a San Pietroburgo fino al 4 marzo.(www.aise.it)

Biografia ( wikipedia)

Giuseppe Francesco Giannotta, in arte Francesco Caraccio, nasce a Maruggio in provincia di Taranto nel 1948. Nel 1963 si trasferisce in Francia, nazione per cui l’artista ha sviluppato un amore incondizionato, prima a Fontainebleau, dove studia il francese e in seguito a Parigi, città in cui frequenta il liceo artistico; nel 1972 porta a termine il suo percorso di studi superiori a Bruxelles. Negli anni successivi frequenta un corso di specializzazione in scultura ad Amsterdam. Nel 1975 ha realizzato a Montelparo un grande Monumento ai caduti in granito e marmo con bassorilievi. Dal 1981 al 1982 ha trascorso un periodo di studi e di ricerca a Boston e New York. Fra il 1985 e il 1987 ha lavorato al progetto di un Monumento alla Danza per la città di Monza, insieme agli scultori Vitali e Prini. Nel 1990 vince la medaglia d’oro al Premio Sulmona e da questo anno entra a far parte di alcune aste nazionali. La sua ricerca artistica lo divide tra l’Italia e l’amata Provenza, con viaggi ed esposizioni negli Stati Uniti; le sue opere vengono esposte in numerosi musei a San Pietroburgo, Vilnius, Shanghai, Hong Kong, Houston, New York, San Francisco, Parigi e L’Aia.

Opere e Critica (wikipedia)
La tecnica più utilizzata dal pittore è l’olio su tela. I soggetti più frequenti sono volti e figure umane caratterizzate da una ricerca informale. Negli ultimi anni si diletta realizzando opere analitiche che esprimono una sintesi del suo percorso artistico, fortemente legato all’Espressionismo.

Nel 1990, il professore Paolo Levi cura la personale dal titolo Maschere Moderne, all’interno della rassegna “Arte in palcoscenico”, presso il Teatro dei Filodrammatici, a Milano. Nel 2007, inaugura la personale “Figures. Paesaggi Umani” al Museo d’arte contemporanea (Lissone), in concomitanza con l’esposizione dedicata ai fratelli De Chirico. Il catalogo della mostra è introdotto da una presentazione della Professoressa Martina Corgnati.

Oltre a Levi e a Corgnati altri importanti critici hanno analizzato l’opera dell’artista, sia in Italia che all’estero. Per citarne solo alcuni: Alberico Sala, Francesco Passoni, Serena D’Arbela, Romano Giuffrida, Enrico Crispolti, Enzo Di Martino, Flaminio Gualdoni, Nicola Scontrino, Tommaso Paloscia, Raffaele De Grada, Giuliana Picarelli.

 

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