venerdì 20 ottobre, 2017 - 3:45:53
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Prosegue senza sosta il contrasto alla pesca abusiva dei datteri di mare

Prosegue senza sosta l’attività di contrasto che la Guardia Costiera di Taranto sta conducendo alla pesca abusiva del dattero di mare, lungo tutto il litorale di giurisdizione.

Solo l’ultimo sequestro operato dal personale del Nucleo Difesa mare della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Taranto ha riguardato oltre cinque chilogrammi di datteri di mare.

Nella circostanza il personale operante ha individuato due subacquei che in località Praia a mare avevano appena terminato l’attività della pesca abusiva del dattero di mare e saliti a bordo della propria autovettura con il prodotto raccolto, si dirigevano verso la città. Il personale operante decideva quindi di seguire i due soggetti per verificare dove intendessero portare i datteri raccolti, ma gli stessi, visto un posto di blocco della Polizia di Stato lungo la strada, abbandonavano repentinamente la via principale per immettersi in una stradina che conduce al mare, e raggiunta la costa, occultavano il prodotto sotto una banchina in prossimità di uno dei cantieri nautici della zona.

Il personale della Guardia Costiera riusciva a raggiungere i due individui ed a fermarli con l’ausilio degli uomini della Polizia di Stato che, notata la manovra strana e repentina effettuata con l’auto dai due, si erano messi anch’essi all’inseguimento.

L’individuazione del luogo in cui i due avevano occultato i datteri ha richiesto l’ausilio dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Taranto, che immersisi nella zona hanno trovato il sacchetto con il prodotto illegale, occultato sotto una banchina in località Praia a mare del Comune di Taranto.

Il prodotto rinvenuto è stato immediatamente distrutto ed i due individui sono stati denunciati alla locale Autorità Giudiziaria per la pertinente ipotesi di reato. Il “bottino” che i due individui avrebbero potuto realizzare dalla vendita del prodotto sarebbe ammontato a circa 300 euro.

Non sta quindi conoscendo soluzione di continuità l’attività di contrasto all’attività illegale di deturpamento dell’ambiente marino, attraverso la pesca abusiva del dattero di mare, oramai ritenuta una vera e propria piaga del territorio rivierasco tarantino, che, come quella effettuata con l’utilizzo di esplosivi, risulta tra le più lesive dell’ambiente marino

Si ribadisce che l’attività di pesca del dattero di mare, purtroppo tornata in auge ultimamente lungo il litorale tarantino, trova giustificazione nella sua illiceità non solo a protezione della specie ma, soprattutto, per l’invasività ed il nocumento che detta pratica arreca all’ambiente marino. Per la pesca del dattero sono necessarie attrezzature quali martelli pneumatici e pinze, il cui utilizzo danneggia gravemente l’ambiente marino dove il dattero trova il proprio alloggio naturale, al punto che bisogna attendere decenni affinché lo stesso, una volta danneggiato, si possa ripristinare.

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