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Anna Molendini scrive una lettera aperta alle donne di Maruggio.

Anna Molendini
Il 10 luglio scorso, attraverso un manifesto pubblico dal titolo «LA MAGISTRATURA POTREBBE AZZERARE LA GIUNTA COMUNALE DI MARUGGIO», nella mia qualità di consigliere comunale (non appartenente ad alcun partito politico), insieme al collega Luigi Saracino, informavo la cittadinanza che il nostro sindaco, in seguito alla formazione della giunta del 27.6.2009, contrariamente a quanto stabilito dal nostro Statuto Comunale, che «assicura» la presenza delle donne in giunta, aveva nominato 6 assessori tutti uomini.

Ero certa nel sostenere che il sindaco se non provvedeva in tempo a “rifare” la giunta, avendo violato la “legge comunale” e le leggi dello Stato, rischiava di farsi “annullare” la giunta comunale da parte dei giudici.

Con quel manifesto invitavo il sindaco ad anticipare le azioni dei magistrati per evitare una figuraccia al paese con conseguenti danni a carico della comunità maruggese. Lo invitavo ad annullare le nomine degli assessori per rinominare una nuova giunta composta di uomini e donne. Sugli organi di stampa aggiungevo: «Non c’è nulla di personale, né ho interessi personali, né mi interessa la poltrona di assessore. Il fatto è che non ritengo si possano ignorare così le nostre donne. Ci sarà pure una donna disponibile e capace in tutta Maruggio che, in rappresentanza di tutte le donne (di là dai partiti), potrà fare bene l’“assessora”? Basta nominarla». Il nostro sindaco può prendere esempio dall’amica sindaco di Fragagnano (le donne in giunta sono tre) o dal Presidente della Provincia di Taranto che, per riparare all’errore, ha provveduto a nominare una donna esterna (terza dei non eletti nella lista degli «esclusi» dal consiglio).

Ho atteso tre mesi affinché il sindaco rimediasse all’offesa arrecata alle donne di Maruggio. Il suo lungo silenzio mi ha insospettita. Il nostro sindaco, infatti, nonostante i giudici del TAR di Lecce, con sentenza del 23.9.2009, abbiano «annullato la giunta senza donne della Provincia di Taranto», ha rotto il silenzio e ha così dichiarato: «Nella individuazione della giunta ho voluto tener conto delle indicazioni politiche che sono arrivate dal coordinatore provinciale del mio partito…». Ha aggiunto: «Noi cambiamo lo Statuto. Non avremmo più l’obbligo di nominare delle donne. Quindi, anche in caso di ricorso, con il nuovo Statuto in vigore vinceremmo». Niente donne in giunta, dunque. Né oggi, né mai. Fine.

Il sindaco, perciò, continua ad offendere le donne di Maruggio. Anche quelle non elette della sua lista (che hanno goduto della fiducia del suo stesso elettorato).

Io, care concittadine mi rivolgerò ai giudici perché è venuto meno il rispetto delle leggi e, soprattutto, delle donne del nostro paese (elette e non elette, dentro e oltre i partiti). Mi conforta che il presidente del TAR di Lecce abbia dichiarato: «Il non saper riconoscere il merito delle donne è un’offesa per più della metà della popolazione».

Perciò, care amiche donne di Maruggio, aiutatemi a difenderci. La battaglia è appena cominciata.

Maruggio, 6.10.2009

Anna Molendini

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