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Doping – Operazione “Belzebù” dei Nas. 10 arresti tra Brindisi e Taranto, tra gli arrestati tre manduriani

nas manduriaMANDURIA – Sono tre gli atleti manduriani arrestati dai carabinieri del Nas perché accusati di fare uso o, a titolo vario, commercializzare  sostanze dopanti. Tra questi il famosissimo para atleta e recordman di permanenza in acqua, Paolo De Vizzi. Con lui anche Walter Cascarano e Antonio Brescia, rispettivamente responsabile e titolare  di una palestra a Manduria. Il primo, invece,  famoso recordman disabile, lunedì scorso ha presentato a Bari, alla presenza del presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, il suo prossimo tentativo di record di permanenza sott’acqua in programma dal 26 al 29 giugno nella marina di Nardò. L’atleta manduriano e gli altri due sono agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato emesso dalla procura della Repubblica di Brindisi.

L’operazione dei Nas

Nelle prime ore del mattino il Nas dei Carabinieri di Taranto ha eseguito un’ordinanza con cui il G.I.P, del Tribunale di Brindisi, su richiesta della Procura della Repubblica di Brindisi, ha disposto l’applicazione di 10 misure cautelari personali e 65 perquisizioni locali e domiciliari nei confronti di atleti professionisti, semiprofessionisti e dilettanti del mondo del body building.

Per l’esecuzione dell’operazione, che ha interessato diverse Provincie della Penisola, sono stati impiegati circa 350 Carabinieri dei Nas dell’Italia Meridionale e Centrale e dei Comandi Provinciali dell’Arma di Brindisi, Bari, Taranto, Lecce, Roma, Napoli, Palermo, Catania, Messina, Parma, Reggio Emilia e Ascoli Piceno.


L’inchiesta è partita dalla morte di Daniele Seccarecci, noto body builder di Livorno, poi trasferitosi a Taranto, stroncato nel settembre 2013 da un infarto. Lo sportivo aveva confessato durante un interrogatorio di aver fatto ricorso agli steroidi come elemento indispensabile per la disciplina praticata. Il ‘discepolo’ di Seccarecci, secondo gli investigatori, era Giuliano Bufano, titolare di una palestra in zona che prescriveva programmi alimentari e anche sostanze dopanti ai suoi allievi. Si sono registrati nel corso dell’inchiesta due episodi ritenuti “gravi” da pm e gip: ovvero malori tra cui un collasso, nel giugno 2011, a margine di una gara allo Sheraton di Bari.

In questo ambito, è stata individuata un’organizzazione criminale dedita all’esercizio abusivo delle professioni sanitarie di medico, farmacista e dietista, nonché all’importazione e commercializzazione illecite di specialità medicinali e sostanze ad effetto dopante, derivanti sia da importazioni clandestine e, verosimilmente, da furti presso depositi farmaceutici di distribuzione, corrieri di trasporto medicinali, falsificazioni di ricette mediche.
In particolare è emerso tra i body builders – atleti che mirano alla crescita della massa muscolare – l’uso massivo di sostanze vietate (anabolizzanti) o di farmaci in commercio per la cura di gravi patologie, ma utilizzati in questo caso per ottenere l’accrescimento della massa muscolare.

L’organizzazione criminale, risulta articolata su due filiere di distribuzione, in grado di rifornire il mercato al dettaglio, costituito da soggetti dediti alle attività sportive di culturismo, professionisti, semi professionisti e dilettanti, rispettivamente strutturate su almeno tre livelli che si relazionano a compartimenti “stagni”, ma in grado di interfacciarsi all’occorrenza, come segue:

  1. il primo livello di reperimento dei medicinali e sostanze ad effetto dopante;
  2. il secondo livello di gestione;
  3. il terzo livello di distribuzione.

La rilevanza del fenomeno può definirsi allarmante se si considerano congiuntamente tre fattori: un giro di farmaci procurati da una rete collaudata; il ricorso a canali illeciti, l’estrema pericolosità dei prodotti.
In relazione ai farmaci ed alle sostanze rinvenute in occasione dei sequestri operati, in merito alla pericolosità dei prodotti anabolizzanti utilizzati dai suddetti personaggi nel circuito delle palestre, quindi verosimilmente anche a ragazzi minorenni, si evidenziano gli effetti collaterali provocati dagli stessi, che possono essere molto gravi, in special modo se si abusa nella somministrazione dei prodotti, senza nessuna necessita terapeutica e senza alcun controllo medico. Generalmente gli inconvenienti sono temporanei, ma possono diventare potenzialmente pericolosi sino alla morte, in particolare: l’acne, la ginecomastia, la ritenzione, le malattie cardivascolari, patologie tumorali, l’ipertrofia prostatica, l’ipertrofia cardiaca, l’impotenza, Pitterò, gli strappi muscolari, l’alopecia prematura, ecc.

LE PERSONE INDAGATE
Sono indagate 74 persone. Dieci sono state quelle attinte dalla misura cautelare personale degli arresti domiciliari.

I FATTI CONTESTATI
Sono stati contestati i reati di associazione per delinquere, commercio di farmaci o sostanze farmacologiche o biologicamente ad effetto anabolizzanti, falso in atti. I Carabinieri del NAS nel corso delle indagini hanno eseguito diversi sequestri di sostanze ad uso dopante inseriti nella lista delle sostanze proibite del codice mondiale antidoping, tra i quali il nandrolone che è inserito con Decreto Ministeriale 11.06.2010 fra le sostanze stupefacenti e psicotrope di cui alla tabella II A.

LA QUALIFICAZIONE GIURIDICA DEI FATTI
Sono stati contestati i seguenti reati:

  • associazione per delinquere;
  • commercio di farmaci o sostanze farmacologicamente o biologicamente ad effetto anabolizzante;
  • falsità materiale in atti pubblici;
  • truffa ai danni del servizio sanitario nazionale;
  • esercizio abusivo della professione medica;
  • ricettazione.

Fonte: La Voce di Manduria

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