giovedì 26 Novembre, 2020 - 16:35:55

La Festa delle donne? Certo. Io celebro Claretta Petacci, Eva Braun e Maria Sofia e leggo Oriana, Maria e Anais mentre il resto è polvere di mimose nel vento delle ideologie

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Alcune settimane fa proposi l’abolizione della Festa dell’8 marzo, ovvero la Festa delle donne. Una banalità nella storia che recita conformismo e un invito alla leggerezza inconcludente. Ritorno nel ribadire l’ideologia di una Festa che sventola ancora mimose e fiocchi rossi.

Ritorno nel ribadire che andrebbe abolita, ma se proprio non è possibile farlo, come Città Stato comanda, dal momento che il conformismo dilaga tra le donne di ogni ordine e grado, di ogni alfabeto e analfabetismo invito a ricordare tutte le donne trucidate nel Genocidio Armeno, le donne che danzavano nel fuoco, le donne che fuggivano dalla mondo Ottomano prima e poi dal mondo comunista dopo. Ricordiamo quelle donne delle masserie nel vento delle allodole e sulle strade di Smirne e nel ricordarle bisognerebbe dare voce anche ad altre donne che non hanno temuto amore e morte perché se i secoli passano le memorie non collettive (il collettivismo è il mercato delle vacche comuniste vendute al crollo dei Muri) disegnano scavi nelle anime delle civiltà. E le civiltà sono la misura delle minoranze mentre le società sono il conformismo delle maggioranze.

Io ricordo Claretta Petacci che si lasciò morire per amore. Eva Braun che morì per amore, per troppo amore e Maria Sofia, l’Ultima Regina del Sud che sui Torrioni di Gaeta lottò per un Sud Mediterraneo consapevole che sarebbe stata l’ultima sua battaglia per una verità che la non verità della storia ha disegnato nella maledizione dei destini.

Bene, non innalzo il vessillo ideologico ma nel coraggio di Claretta di Eva e di Maria Sofia celebro il coraggio delle donne che hanno la verità dell’amore.

Andiamo oltre. Altre tre donne nella distanza delle mimose ma metafore delle rose gialle, blu e rosse: Una rosa gialla per Oriana Fallaci che celebra il suo Uomo e la sua Guerra. Una rosa blu per Maria Zambrano che vive il suo Esilio e la sua Dignità. Una rosa rossa per Anais Nin che celebra l’Eros nella Sensualità.

Il resto è perdere tempo.

Non ho simpatie per le mimose. Ho inserito nel mio mosaico queste donne.

Chi potrà contraddirmi? Contradditemi pure, ma ci vuole coraggio in un tempo dove tutto è lecito.

Difendo Claretta e non smetto di amarla, avrei voluto che fosse la mia amante. Ammiro Eva per il coraggio di una morte senza indugi. Stimo Maria Sofia per la sua forza difendendo onore e dignità. Non smetto di leggere Oriana e non dimentico il suo incontro. Faccio tesoro della lezione di Maria e del suo testamento di luce. Non smetto di imparare la vita come eros di Anais.

Il resto lo lascio a chi lascia la polvere delle mimose nel nulla mentre la mia libertà ha il suono della verità oltre la storia…

Pierfranco Bruni

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