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Marina Militare: i palombari del Comsubin intervengono a Taranto per ripristinare la sicurezza del Mar Piccolo a seguito del rinvenimento di 4 granate d’artiglieria

Il 4 giugno 2019 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Taranto, hanno condotto una delicata operazione subacquea nelle acque del Mar Piccolo a Taranto che ha permesso di neutralizzare 4 ordigni esplosivi, residuati bellici, che sono stati rinvenuti il 30 maggio dai sommozzatori della Capitaneria di Porto durante un’ispezione dei fondali.

L’intervento d’urgenza dello SDAI è stato richiesto dalla Prefettura di Taranto ed ha permesso di riconoscere i manufatti segnalati come granate d’artiglieria da 75 mm risalenti alla seconda guerra mondiale, di rimuoverli dal fondo e di distruggerli in un area di sicurezza individuata dalla locale Autorità Marittima, attraverso le consolidate procedute in uso al Gruppo Operativo Subacquei tese a preservare l’ecosistema marino.

Al termine dell’operazione, il comandante del Nucleo SDAI di Taranto, Capitano di Corvetta Mirko Leonzio, ha dichiarato: “Sulla base della richiesta della Prefettura siamo intervenuti nello specchio acqueo di fronte a Via Garibaldi, Taranto vecchia, a circa 100 m dalle abitazioni, per verificare quanto segnalato dai sommozzatori della Capitaneria di Porto circa la presenza sul fondo di alcuni ordigni esplosivi. Grazie a questa tempestiva segnalazione abbiamo avuto la possibilità di rimuovere 4 granate d’artiglieria contenenti un totale di 2 Kg di esplosivo, ripristinando così le condizioni di sicurezza del Mar Piccolo. È doveroso ricordare che chiunque dovesse imbattersi in oggetti simili ad un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari di Comsubin al fine di rispristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare”.

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione a favore della collettività.

Chiunque dovesse imbattersi in oggetti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, non deve in alcun modo toccarli o manometterli, denunciandone il ritrovamento, il prima possibile, alle autorità di polizia competenti.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato oltre 44.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal 1° gennaio 2019 sono già 10.515 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 8.895 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm.

Con una storia di 170 anni alle spalle, i Palombari del Comsubin rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

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