domenica 20 Settembre, 2020 - 12:31:01

Nuove professioni? A Bologna partono i corsi per diventare assistente sessuale per disabili

Lorenzo Fumagalli assistente sessuale svizzero
Lorenzo Fumagalli assistente sessuale svizzero

I corsi organizzati dal comitato che si batte per i diritti dei disabili e il riconoscimento giuridico della professione di terapista sessuale.

A Bologna da gennaio 2014 partiranno corsi di formazione ad hoc per preparare professionalmente “assistenti sessuali per disabili”. L’iniziativa è organizzata dal “comitato promotore per la realizzazione ed il sostegno di iniziative popolari per l’assistenza sessuale”, un’associazione di volontariato nata quest’anno e che si batte per il riconoscimento dei diritti dei disabili. Lo scopo finale ovviamente è quello di creare anche in Italia la figura professionale  di assistente sessuale per disabili al pari di altri Paesi come Olanda, Germania e Austria. “Abbiamo dovuto affrontare tutte le difficoltà burocratiche di un paese come l’Italia che non riconosce la figura dell’assistente sessuale e nel quale è molto semplice venire scambiati per persone che sfruttano il corpo delle donne” ha raccontato uno dei fondatori del comitato, Maximiliano Ulivieri. “vogliano svolgere i nostri corsi di formazione per assistenti sessuali sul modello della Svizzera, e formare così delle persone capaci e consapevoli di un ruolo importante e delicato, che spesso viene guardato con sarcasmo” ha proseguito Ulivieri, sottolineando “Le denunce eventuali non ci spaventano, in fondo anche le badanti non erano riconosciute anni fa, ma poi lo sono state perché erano richieste e utili”.

Modificare la legge Merlin  – Il comitato nel frattempo si batte anche su altri fronti dello stesso problema e insieme a due parlamentari di Pd e Movimento 5 stelle, che si sono impegnati a sponsorizzare l’iniziativa, ha già preparato anche una proposta di legge in materia e una revisione della legge Merlin.” In Italia qualche esperienza di assistenza sessuale è partita dal basso, di nascosto, ma manca il riconoscimento giuridico” spiegano sempre i promotori dell’iniziativa ricordando che purtroppo “la figura del terapista sessuale viene accostata con facilità a un fenomeno di prostituzione, senza capire che invece non c’entra nulla”.

fonte: www.fanpage.it

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