lunedì 23 Settembre, 2019 - 11:46:42
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Oggi Primo Aprile, Pesce d’Aprile!

 

Su questo particolare e curioso primo giorno del mese di Aprile circolano diverse leggende metropolitane, ma quale sarà quella vera?

La Sirena Partenope a Napoli

Vi ricordate la storia del film Splash – Una sirena a Manhattan, del lontano 1984? Dove c’era una stratosferica Daryl Hannah nei panni di una sirena che, dopo aver salvato un Tom Hanks bambino dalle acque del mare dove era caduto, poi se ne innamora pazzamente? Beh, trasferiamoci adesso mentalmente in Italia, a Napoli, per la precisione che, a quanto pare, sarebbe stata fondata nel lontano IV sec a.C. dalla sirena Partenope, che abitava le coste della Magna Grecia e che venne portata dalle correnti marine tra gli scogli che bagnano Castel dell’Ovo, da cui deriverebbe l’aggettivo partenopeo. Voi direte ora, e che c’entrano mò le sirene? Le sirene, si sa, sono queste figure mitologiche metà pesce e metà umane che, a contatto con la terraferma, trasformano le pinne in gambe e si possono confondere tranquillamente tra gli umani a patto che non vengano a contatto con l’acqua, inoltre le sirene sono anche delle brave indovine e possono predire il futuro. Sarà per questo motivo che per i marinai in genere vedere una sirena è sempre stato considerato un cattivo presagio, annuncio di tempesta e di misteriose scomparse del personale di bordo, Ulisse docet. E proprio per questo motivo la tradizione vuole che il 1 Aprile fosse vietato a tutti i marinai di uscire in mare , perché la sirena Partenope avrebbe trasformato i marinai in pesce.

Bene, ora, a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere fin qui, dico solo una cosa: Pesce d’Aprile!
Eh sì, tutto quello che vi ho appena raccontato è falso, nulla corrisponde a verità, anche se alla sirena Partenope hanno dedicato anche una statua a Napoli in Piazza Sannazaro.

 

Sandra Milo attrice e conduttrice televisiva

Tutti ricorderemo invece, a proposito di scherzi, la famosa telefonata fatta a Sandra Milo, mentre era in diretta tv, dove le dicevano che il figlio Ciro aveva avuto un brutto incidente, mandando ovviamente la conduttrice nel panico più totale, al grido di No Ciro, dove, quando! È stata la più famosa telefonata in diretta della storia della nostra tv, tanto che l’espisodio è diventato un cult – tormentone della Tv italiana. Diciamo che in questo caso hanno un po’ esagerato che chiunque, come la poverina, potrebbe rimanerci secco ad una notizia del genere, ma correva l’anno 1990 e si sa che gli anni ’90 erano anni esagerati in tutti i sensi.

Quindi perché il Primo Aprile dovremmo guardarci le spalle per non ricevere un bel Pesce d’Aprile?
Intanto sembra che si usi per convenzione il pesce per via di uno scherzo che quella gran burlona di Cleopatra, si proprio lei, fece a quel poveruomo di Marco Antonio durante una gara di pesca, che siccome era innamorato cotto di lei, per non correre il rischio di fare brutte figure di fronte all’amata, incaricò uno di attaccargli di nascosto delle prede all’amo. Solo che Cleopatra, che non era proprio sprovveduta, lo sgamò e pensò di fargli lo scherzo di attaccare all’amo un grosso pesce finto rivestito di pelle di coccodrillo, e lo scherzo riuscì alla grande.

Ma perché proprio del Primo Aprile si fanno gli scherzi ? A quanto pare tutto è cominciato per un disguido tecnico sul calendario, e questa volta dobbiamo trasferirci in Francia dove dice che nel XVI secolo, secondo il calendario in uso, il nuovo anno si festeggiava, con banchetti e brindisi, tra il 25 marzo e il 1° aprile. Con l’avvento del calendario gregoriano invece il capodanno fu spostato al 1° gennaio, ma non fu subito recepita da tutti la novità del cambiamento, e allora successe che quelli che per tradizione continuarono imperterriti a festeggiare il 1° aprile venivano chiamati sciocchi d’aprile, e infatti in Inghilterra il 1° d’aprile è conosciuto come April Fool’s Day, il giorno degli sciocchi d’aprile.

Ma volete che manchi, anche per questo giorno, un probabile riferimento a qualche festa tradizionale dell’antica Roma come per esempio le festività degli Hilaria e l’Holi induista, collegate entrambe all’Equinozio di Primavera? Durante l’Holi induista, che si festeggia in India proprio all’inizio della Primavera, come rito di rinascita, per dare il benvenuto alla nuova stagione, ci si diverte a lanciarsi addosso

Festa de l’Holi induista

le famose polveri colorate, che poi, a seconda del colore che predomina, si fanno delle previsioni per il futuro che verrà. Invece l’Hilaria, dal latino hilaris = gioioso, era una festività celebrata dai Romani intorno al 25 marzo in onore di Cibele, Madre degli Dei, ed era festeggiato il giorno successivo all’equinozio di Primavera, ovvero il primo giorno dell’anno in cui il periodo di luce è più lungo di quello della notte, con lo scopo di festeggiare proprio il progressivo allungarsi delle giornate, e durante il quale si facevano dei giochi in onore di Cibele, la cui statua veniva portata in processione per le strade, e a tutti era consentito di mascherarsi e di assumere altre identità, confondendosi tra poveri e ricchi, tra servi e facoltosi, consentendo ogni forma di scherzo tra fischi e lazzi. E si sa che i romani sapevano come divertirsi

Cern – organizzazione europea per la ricerca nucleare – di Ginevra

Ma, ritornando a noi, vorrei ricordare che, tra i grandi scherzi illustri del nostro millennio che sono passati alla storia, c’è persino quello organizzato ad hoc dall’Istituto scientifico Cern di Ginevra che, con un bel pesce d’aprile del 2016, annunciò la notizia che il Bosone di Higgs suonava come Beethoven, perché le collisioni dei protoni erano in grado di emettere dei suoni simili alla musica, per poi rivelare che si trattava di una bufala colossale.

A quanti di noi sarà capitato di ritrovarsi un simpatico pescetto di carta magistralmente incollato dietro sulla maglietta, tra le risatine di gusto dei nostri compagni di scuola complici, oppure di abboccare, proprio come un pesce, ad una notizia farlocca riferitaci da un nostro parente burlone impertinente. Quindi oggi occhio alle spalle, che, come dicevano una volta, oggi è primo d’aprile e cappano tutti li minchialiri! Dove minchialiri: sostantivo maschile plurale sta per fèssa/fessi: sostantivo maschile singolare/plurale. Ma in questa nostra era digitale iper-teconologica del 2.0 asso piglia tutto, e del progressiva diminuzione ahinoi dell’uso della manualità, forse reperire un foglio di carta da sagomare con un po’ di creatività risulterà un po’ difficile, e forse a prevalere saranno solo i replicati selfies sui display dei cellulari, che l’unica cosa che hanno a forma di pesce sono le labbra, atteggiate in posa e l’obiettivo: fish-eye!
Chissà se i pescetti di carta si usano ancora…

Jenne Marasco

 

 

 

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