MANDURIA – Frasi sessiste e insulti contro la dirigente del commissariato della Polizia di Stato di Manduria sono comparsi nelle scorse ore sul muraglione della pista Porsche a Nardò. Le scritte, dal contenuto ingiurioso e intimidatorio, hanno preso di mira la dirigente Martina Marinella, suscitando la ferma condanna delle istituzioni.
Sull’episodio indaga la Digos della Questura di Lecce. Gli investigatori stanno acquisendo elementi utili a risalire agli autori delle scritte e non escludono alcuna pista. Tra le ipotesi al vaglio, anche un possibile collegamento con ambienti ultras, alla luce di recenti provvedimenti Daspo emessi nei confronti di alcuni soggetti.
Le scritte – tra cui la dicitura “Digos Boia” accanto al nome del commissario – sono apparse sul muro della posta di Nardò. L’area è stata oggetto di sopralluogo e sono in corso accertamenti attraverso l’analisi di eventuali sistemi di videosorveglianza.
Immediata la reazione del sindaco di Manduria, Gregorio Pecoraro, che ha diffuso una nota ufficiale di solidarietà:
«Le frasi ingiuriose apparse nei confronti della Dirigente Martina Marinella del Commissariato della Polizia di Stato di Manduria costituiscono un fatto gravissimo.
A nome mio, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale e dell’intera Città di Manduria, desidero esprimere totale solidarietà e piena vicinanza alla Dirigente e a tutto il personale della Polizia di Stato che opera quotidianamente sul nostro territorio al servizio della collettività.
Manduria non tollera linguaggi d’odio, atti intimidatori o tentativi di delegittimazione personale. Simili comportamenti sono estranei ai valori di rispetto, responsabilità e convivenza civile che contraddistinguono la nostra comunità. Ogni forma di intimidazione rappresenta un gesto inaccettabile, che va respinto con fermezza e senza ambiguità.
La nostra città riconosce e sostiene il lavoro delle donne e degli uomini in divisa, che con professionalità e senso dello Stato garantiscono ogni giorno sicurezza e legalità».
Solidarietà anche dal deputato di Fratelli d’Italia, Dario Iaia, che ha espresso vicinanza al commissario:
«Esprimo la mia piena solidarietà e il mio supporto al commissario di Manduria, Martina Marinella, il cui nome è stato vergognosamente scritto sul muro della posta di Nardò accanto alla dicitura “Digos Boia”. È inaccettabile che un rappresentante delle istituzioni venga colpito in questo modo e sono certo che avremo presto riscontri dalle indagini in corso.
Intanto, questo episodio sottolinea ulteriormente l’importanza di sostenere il valore della legalità e rafforzare la rete istituzionale che oggi più che mai deve stringersi attorno al Commissario e alle forze dell’Ordine. Non a caso, il recente decreto sicurezza varato dal governo Meloni punta a tutelare maggiormente uomini e donne in divisa nello svolgimento del loro dovere.
È nostro compito rispettare chi lavora per garantire la sicurezza. Chi ha compiuto questo gesto che, certamente non intimorisce una donna determinata come il Commissario Marinella Martina, dovrà invece fare i conti con la giustizia».
Le indagini proseguono per identificare i responsabili di quello che viene considerato un gesto intimidatorio nei confronti di un rappresentante dello Stato.
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