mercoledì 30 Settembre, 2020 - 16:19:34

Vediamo un po’ se, da buon “ignorante”, riuscirò a provocare l’indignazione di chi sa riconoscere le fake news…

Da genitore e da aspirante insegnante cerco di capire cosa ne sarà del nostro futuro… ultimamente leggo notizie sconcertanti, tra le tante quella che più mi lascia senza parole è l’acquisto dei famosi banchi monoposto con le rotelle; mi riesce difficile non pensare che siano soldi sprecati e che chi prende queste decisioni probabilmente non abbia mai messo piede in una scuola. Come se davvero questo possa rendere più sicuro l’ambiente scolastico…mah! Invece di aiutare gli insegnati a gestire una situazione a dir poco complicata sembra che si voglia rendere ancora più difficile il loro compito. Già mi immagino le scene in classe… senza parlare della loro funzionalità.

Avrei preferito che avessero investito di più nella DAD (strumenti, materiali e formazione docenti), tanto è inutile prenderci in giro, andrà sempre peggio! Andiamo incontro al periodo più brutto dell’anno se teniamo in considerazione la normale influenza, i raffreddori… sarà un gran caos! Nella mia piccola esperienza nella scuola primaria e dell’infanzia ho visto che i bambini raffreddati a scuola sono la normalità ed è l’insegnante che si prende cura di loro, tra le tante cose! come si può negare una carezza ad un bambino piccolo o rifiutare un suo abbraccio? Già perché una maestra non è solo chi “tiene a bada i bambini”, la maestra è un punto di riferimento per loro dal momento in cui i genitori non ci sono.

Si, d’accordo la scuola è importantissima per i bambini per una serie di motivi che non sto qui ad elencare… ma si dovrebbe dar la possibilità di scegliere tra scuola in presenza e DAD.

E alla tutela degli insegnati i signori ministri ci hanno pensato? Quanti di loro rientrano nelle categorie a rischio? Non pretendo certezze ma almeno rassicurazioni, e i provvedimenti presi fin ora non mi pare siano molto rassicuranti! Dietro ogni alunno, insegnante, collaboratore scolastico etc. ci sono decine di persone. Un giorno si annuncia una decisione l’altro si nega, in questo clima di incertezze non venite a dirmi “ci vuole coraggio”… col cavolo! Se c’è in gioco la salute di mio figlio e quella dei miei cari, io non ho il coraggio di rischiare! Mi riesce difficile restare con le dita incrociate nella speranza di non rientrare nella lista di: “eh… ma aveva patologie pregresse”!

Graziana Grassi

 

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