martedì 30 Novembre, 2021 - 7:35:02

Braccio di ferro tra i diportisti e il Sindaco di Maruggio

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Maruggio, ex tonnara di Torre Ovo – E’ il terzo increscioso deprecabile episodio che nell’arco di tre mesi si verifica ma.. questa volta… “l’anno fatta grossa! Incominciamo col ricordare che a parte la fascia di rispetto demaniale dello Stato, l’intera area di circa 64.000 mq. è di proprietà privata e che per raggiungere l’antico “scalo d’alaggio”, i diportisti sino al gennaio del 2013, mese in cui lo stesso scalo fu posto sotto sequestro dalla Capitaneria di Porto a seguito di una “abusiva cementificazione”, da me denunciata, e dato in “affido giudiziario” al responsabile dell’UTC del Comune di Maruggio Geom. CURRI, veniva attraversata liberamente.
Nonostante l’area di accesso al molo fosse stata circoscritta con nastro di sicurezza e cartelli riportanti il sequestro operato dai militari della Capitaneria di Porto, ignoti violarono i sigilli, i diportisti continuarono ad utilizzare lo scalo d’alaggio affidato in custodia giudiziaria al responsabile dell’ Ufficio tecnico del Comune di Maruggio e i consistenti gruppi di turisti itineranti continuarono a parcheggiare e pernottare sulla scogliera e in prossimità dell’area archeologica (per la quale il Comune di Maruggio ha presentato da tempo alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia un progetto di recupero e valorizzazione) lasciando sul posto considerevoli quantità di rifiuti di ogni genere. In seguito a miei ulteriori Esposti, il Comune di Maruggio, d’intesa con la proprietà privata, al fine di interdire di entrare a chiunque e raggiungere dall’area privata (litoranea salentina) con nota del 24 giugno a firma del Responsabile dell’UTC comunicava alla Provincia di Taranto – Manutenzione Strade e Segnaletica – nonché alla Polizia Provinciale, la necessità di far chiudere con il posizionamento di altri guard – rail in acciaio i varchi di accesso nel frattempo creati da ignoti con l’abbattimento di un muretto.
Prima nel mese di ottobre e successivamente nel mese di novembre, (sempre ad opera di ignoti) i guard rail venivano divelti e asportati e di ciò provvedevo ad informarne La Polizia Municipale di Maruggio (che successivamente provvedeva a dar riposizionare dei nuovi guardrail in acciaio ad un varco, e ad un altro varco un grosso masso) e i Carabinieri di Manduria che effettuarono il sopralluogo identificarono i proprietari delle auto dei diportisti in quel momento all’interno dell’area. Ma neanche questo è bastato poiché, questa mattina, per l’ennesima volta all’interno dell’area “ex Tonnara” in prossimità dello scalo di alaggio ancora sotto sequestro, vi erano parcheggiate diverse auto con carrelli trasporto natanti. Ancora una volta è stato creato un varco di accesso E’ STATO NECESSARIO TAGLIARE CON UNA MOTOSEGA ANCHE DIVERSI RAMI DI UN’ALBERO!
Ho provveduto a contattare la il Comandante della Capitaneria di Porto e il Comandante dei Vigili Urbani di Maruggio che giunti sul posto hanno provveduto ad identificare alcuni diportisti che in quel momento stavano utilizzando lo “scalo di alaggio” ancora sotto sequestro e rilevato il numero di targa di tutti i mezzi parcheggiati.
DSC00142A proposito di “SCALI DI ALAGGIO” il Sindaco del Comune di Maruggio Dott. Alfredo LONGO, con propria ORDINANZA (n. 62 del 29/12/2014) “CONTINGIBILE E URGENTE PER L’INCOLUMITA’ E LA SICUREZZA DI PERSONE E COSE”, a partire dal1 gennaio 2015 ha INTERDETTO FINO A NUOVA DISPOSIZIONE lo “scalo d’alaggio” del Porto di Campomarino.
Le alghe in avanzato stato di putrefazione, affioranti lo specchio acqueo del porto (zona pescherecci) e lo scalo di alaggio causa di emissioni maleodoranti che si espandono in tutta l’area portuale, costituiscono pericolo per la pubblica incolumità e rischi per la salute.
Ora si attende che La Società “Torre Moline” S.p.A. (titolare dell’atto trentennale di concessine demaniale marittima) provveda, come già è richiesto dal Sindaco Dott. Longo, ad allestire il cantiere e ottemperare ai lavori di ordinaria/straordinaria manutenzione all’interno del bacino portuale, al fine di evitare di mettere in grave pericolo gli operatori marittimi in caso di caduta in mare, in quanto le predette alghe si sono trasformate in vere e proprie sabbie mobili. E nel frattempo come già detto, per precauzione è stata decisa l’interdizione allo scalo di alaggio.
E i diportisti? Dovranno continuare a creare varchi di accesso alla ex Tonnara?
Speriamo di no altrimenti la Capitaneria di porto avrà un bel da fare!

Mimmo CARRIERI

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