lunedì 21 Ottobre, 2019 - 3:04:49
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Cani da assitenza. Quando l’aiuto del “fedele amico” ti può cambiare la vita

Sicuramente è capitato a tutti noi, rientrando stanchi la sera da lavoro, di abbandonarci sul divano, dimenticando sbadatamente il telecomando su qualche ripiano diventato a quel punto irraggiungibile a meno di tentare uno sforzo disumano per alzarsi dalla postazione tanto desiderata e finalmente guadagnata. In quei momenti ci è anche  passato per la testa, raggiunto con lo sguardo il nostro amato cane, di pensare :“ dai, forza bello, prendimi il telecomando e non farmi alzare da qui, ti prego!”, senza tuttavia ottenere alcuna soddisfazione.

Tanti saranno sbalorditi nello scoprire che, in realtà, il cane non avrebbe nessuna difficoltà, una volta istruito a dovere, a compiere un gesto che ai nostri occhi appare molto complesso per lui. Forse molti altri avranno già abbandonato la lettura di questo testo e si saranno lanciati alla disperata ricerca su YouTube di un video adatto a realizzare l’ambito progetto di insegnare al cane cosa fare per non essere, così, mai più costretti ad alzarsi una volta raggiunto il tanto ambito divano.

Per tutti quelli che, invece, si sono lasciati incuriosire dal tema di questo articolo a tal punto da non abbandonarlo ancora, sarà necessario precisare che l’argomento che andremo a trattare non riguarda come far apprendere abilità complesse al nostro fedele amico, bensì dell’enorme utilità sociale che il compagno prediletto dell’uomo può rivestire, specialmente per alcuni soggetti a cui mai avremmo inizialmente pensato.

I grandissimi benefici che la convivenza con un cane può portare all’uomo sono ormai riconosciuti, essendo stati oggetto di ripetuti studi scientifici, specialmente negli ultimi anni; eppure, in particolar modo nel nostro paese, questi vengono spesso limitati agli effetti positivi sulla stimolazione alla guarigione per i pazienti ricoverati in strutture ospedaliere, oppure sull’aiuto nella socializzazione per le persone che riscontrano difficoltà a rapportarsi al mondo dei propri simili.

Ma gli interventi di Pet Therapy, per la cui formazione si sono diffusi numerosissimi corsi, non sono gli unici da tenere in considerazione.

Il cane può, infatti, risultare fondamentale nell’aiuto di chi ha difficoltà motorie di vario livello e tipo, riuscendo a migliorare la qualità della vita di persone costrette sulla sedia a rotelle con una rapidità sorprendente.

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I cani d’assistenza

In Inghilterra, paese da sempre attento alle necessità delle persone con disabilità, le scuole per la formazione di cani da assistenza si sono facilmente moltiplicate, ottenendo risultati sorprendenti, a tal punto da allargare l’interesse per questo servizio sociale ad altre nazioni che lentamente stanno cercando di adeguarsi, tra cui l’Italia.

Da pochissimi anni sono stati creati corsi di formazione per cani da assistenza alla disabilità motoria, nei quali vengono preparati  i cani che aiuteranno il disabile nello svolgimento delle attività quotidiane.

Dobredog, unica in Italia, ha deciso di proporre all’interno della propria offerta formativa un corso tecnico cani da utilità per disabili motori, nel quale formare professionalmente educatori e istruttori cinofili specializzati per istruire i disabili sul modo più efficace per insegnare direttamente ai loro cani tutti quei comandi adatti a migliorare la loro vita quotidianaattraverso il metodo di istruzione relazionale.

I progetti seguiti da Dobredog

Dopo aver già ottenuto ottimi risultati, documentati in tesi sperimentali discusse presso l’Università di Pisa, l’accademia di Istruzione e Cultura cinofila Dobredog ha ottenuto il supporto della Società della Salute per portare a termine un ulteriore, ambizioso progetto relativo alla formazione di due cani da assistenza per altrettanti disabili motori.

Lo scorso novembre è stato intrapreso il primo, complicato percorso. Abbiamo conosciuto personalmente la nostra giovane amica A. e la sua cagnolina Maya, una piccola meticcia di 6 anni che non aveva mai conosciuto nella sua vita l’addestramento e che era stata visibilmente viziata dall’amore della sua famiglia, la quale, fino ad allora, non sarebbe neanche solo riuscita ad immaginare  che proprio Maya avrebbe potuto aiutare la sua padroncina nelle azioni per lei impossibili.

Le difficoltà iniziali, come già accennato, si sono rivelate da subito importanti, ma i nostri istruttori cinofili non si sono affatto lasciati intimorire; anzi, hanno accolto la sfida con entusiasmo, lo stesso dimostrato da A. quando ha ricevuto spiegazioni dettagliate su quello che avrebbe dovuto fare da lì ai prossimi 6/8 mesi.

Le prime lezioni si sono svolte a ritmo sostenuto, cercando di superare le barriere fisiche e mentali che avrebbero frenato qualunque altra comune sessione di addestramento cinofilo; A. è riuscita a sorprendere tutti con la sua estrema forza e tenacia, sfidando la fatica come una vera atleta, ottenendo da subito miglioramenti importanti a livello motorio per gli arti superiori. Anche Maya, estremamente sensibile, pacata e inizialmente un po’ diffidente verso gli sconosciuti che stavano pian pianino entrando nella vita della sua padroncina, ha fatto passi da gigante in pochissimo tempo, arrivando a sopportare molto bene lunghe sessioni di esercizio negli spazi forzatamente ristretti dove si è trovata a dover “lavorare”.

L’intesa tra le due è cresciuta visibilmente, aumentando la risposta al richiamo un po’ difficoltoso che A. è riuscita comunque a costruire con la sua amica a quattro zampe. Adesso si può tranquillamente affermare che Maya apprezza gli spazi ristretti della cameretta della ragazza, alla ricerca di uno sguardo complice che le faccia intendere di aver fatto la cosa giusta e, perché no, anche di un “magico” premietto comparso misteriosamente ai piedi del letto.

Il lavoro è sicuramente ancora lungo e la fatica non tarderà a farsi sentire, dovendosi introdurre proprio nelle prossime lezioni i comportamenti più complessi da far apprendere alla cagnolina, quali ad esempio l’accensione e lo spegnimento delle luci e il riporto di oggetti alla portata dei limitati movimenti della ragazza; comunque l’umore è alto e la fiducia nella riuscita del progetto non può che essere massima, dato l’impegno che A. mette in ogni suo gesto con Maya anche quando deve allenarsi senza la presenza di un educatore cinofilo.

In collaborazione con  DobreDog

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