giovedì 15 novembre, 2018 - 20:10:09
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Dal ritrovamento di una nave del IV secolo a. C. alla “Festa della Madonnina”.

il rellio della madonnina

Oggi festa alla Madonnina. Festa di popolo. Tra riti antichi e modernità. I brani qui riproposti, tratti dal libro di Tonino Filomena – Benito Antonelli “Il relitto della Madonnina – Storia di una nave militare greca del IV secolo a. C. naufragata nel mare di Maruggio (Taranto)”, potrebbero suscitare l’interesse dei partecipanti alla festa di domani 15 agosto.

[…] Percorrendo da Taranto la litoranea ionico-salentina, nel tratto che conduce da Torre dell’Ovo a Campomarino, collocata alla distanza di circa quattro chilometri a Sud-Ovest di Maruggio, alla contrada Madonnina o Madonna dell’Alto Mare, è visibile, anche se adombrata da bassi alberelli, una piccola e sobria cappella votiva. Il modesto sacrario è stato edificato, in data incerta, su una duna sabbiosa al culmine di un pianoro di proprietà privata […].

La cappella, quasi a guardia del vicinissimo mare (chiamato dai maruggesi lu mari ti la Matunnina), separata quindi dall’arenile, è dedicata alla Madonna dell’Alto Mare, ancora oggi sede di culto. La tradizione popolare voleva [vuole] che il 15 agosto di ogni anno si festeggi la Stella Maris ovvero la Regina cristiana del mare, protettrice dei pescatori, in onore della Matonna ti l’Autumari (in vernacolo maruggese). Si allestiva [e si prepara ancora oggi] nei dintorni una gran festa di popolo, con canti, balli, fuochi pirotecnici […]. Naturalmente, l’affascinante luogo, addobbato con fiori e ceri, nel rispetto delle sacre tradizioni, era [è] meta di numerosi fedeli, in prevalenza maruggesi, provenienti per lo più dalle vicine contrade (Cirinaica, Capoccia, Cavalieri, Acquatoci, Ciriacu, Ponti, Sirena, Falaoi, Pepi, Piri-Piri, Tabba, Scorcialupi, Signura Nina, Cumenda, Vientu) che, sul vespro, si raccoglievano in preghiera.

In origine la festa si svolgeva nell’ultima domenica di settembre. «E così è stato fino a qualche decennio addietro da quando la stessa è stata anticipata al 15 agosto data che, secondo il calendario liturgico ufficiale, coincide con la festa mariana di Maria SS. Assunta, che si celebra anche a Campomarino. Infatti, la chiesa parrocchiale di questa località è intitolata alla stessa divinità (…). Il piccolo santuario, suggestivo per la particolare posizione, costituisce da vari decenni (non se ne conosce la esatta data di edificazione) un preciso punto di riferimento, quasi un faro costiero per i pescatori maruggesi e gallipolini, per i quali la bianca chiesetta è anche motivo di orientamento per raggiungere le zone di mare più pescose e per il ritorno a terra».

All’esterno della piccola cappella alcuni blocchi di carparo (monoliti di grosse dimensioni) richiamano alla memoria l’antica civiltà ellenica:«Significative testimonianze di epoca storica sono presenti… ove si notano numerosi blocchi da costruzione in pietra carparo, ben squadrati e regolarizzati, sparsi intorno al piccolo edificio votivo. Altri blocchi sono presenti, per scivolamento, lungo il fianco meridionale del rilievo e sul breve tratto di spiaggia che separa tale altura dal mare. Questi massi presentano, a volte, incavi e scanalature per incastri, denotando, nel complesso, una fattura accurata, a testimonianza dell’importanza architettonica dell’edificio realizzato in loco, interpretato come un probabile sacello di epoca greca». Già, di epoca greca…

In mare, nei pressi del santuario, infatti, l’archeologo americano Peter Throckmorton rinvenne nel 1965 i resti di un relitto di nave greca datata al IV secolo a. C.   I reperti archeologici, studiati e catalogati dall’archeologa Anna Marguerite McCann, furono dettagliatamente descritti, nel giugno 1972, nella rivista scientifica Archaeology […]. Nel suo scritto la McCann ritiene che questo rinvenimento è da considerare storico in quanto dimostrerebbe che anche in età classica i mercantili greci possedevano “ancore” che sino a quel momento erano un attributo esclusivo delle navi militari.

Il lettore ci permetterà di ribaltare questa teoria ritenendo che l’antica  nave naufragata nel mare della Madonna dell’Alto Mare, appartenesse ad una tipologia militare greca.

Attraverso le pagine che seguono proviamo a ricostruire l’ultimo soffio di vita di questa imbarcazione affondata nel mare che bagna il santuario della Madonnina […]. Quella del relitto della Madonnina è, per Maruggio, una storia diversa rispetto a quanto sino ad oggi è stato raccontato. Le fonti sono diverse. Qui non abbiamo dovuto ricercare documenti di cronisti medievali. Il nostro è stato un compito più modesto: consegnare alla storia il risultato di una ricerca, iniziata negli anni Sessanta e fino ad oggi rimasta ai più sconosciuta. […]

Tonino Filomena

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