martedì 20 Ottobre, 2020 - 16:10:15

Francavilla Fontana: bimba colta da malore, salva grazie al massaggio cardiaco effettuato da una commessa

Si è temuto il peggio, ieri sera (giovedì 8 giugno), nel supermercato del centro commerciale “Villafranca – Famila”, lungo la via per Oria, a Francavilla Fontana: una bimba si è accasciata tra le braccia della madre ed è stata salvata da una commessa, che le ha praticato la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco.

Intorno alle 18, una donna aveva appena finito di fare la spesa e si dirigeva verso le casse quando, tutt’a un tratto, una delle sue due bimbe, un paio d’anni circa, ha accusato un malore e perso i sensi. Sua mamma l’ha distesa sul pavimento e, in preda alla disperazione, ha preso a urlare e a chiedere aiuto. Intorno alla piccola si è creato un capannello di gente e qualcuno ha giustamente chiamato il 118.

Nel frattempo, una delle cassiere ha abbandonato la sua postazione e, d’istinto, si è fiondata a prestare aiuto. Monica Cannalire, 33 anni e una laurea in Scienze Motorie conseguita qualche anno fa all’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, ha mantenuto calma e sangue freddo e messo a frutto le sue conoscenze di primo soccorso. Dopo aver sistemato la bambina, sempre più cianotica, nella giusta posizione, è partita con le insufflazioni, poi è passata alla compressione: uno, due, tre, quattro, cinque; uno, due, tre, quattro, cinque; uno due, tre, quattro, cinque… A un certo punto, la piccolina ha emesso un urlo, quasi un gemito, e ha ripreso a respirare, quindi pian piano ha riacquistato il colorito naturale dell’incarnato.

Monica, fino a quel punto lucida e concentratissima, è improvvisamente crollata sotto il peso della tensione e, anche se non le conosceva, è scoppiata in lacrime e ha abbracciato madre e figlie. Successivamente, quand’erano trascorsi dieci minuti circa, è giunta sul posto un’autoambulanza, a bordo della quale la piccola paziente è stata trasportata in ospedale per essere sottoposta agli accertamenti del caso. Dovrebbe comunque essere fuori pericolo grazie soprattutto alla preparazione e alla prontezza di Monica, a sua volta mamma di un bimbo che ha più o meno la stessa età di quella da lei soccorsa e salvata.

«È stata un’esperienza che non auguro a nessuno – racconta la dipendente del market – perché un conto è sapere cosa fare, un altro metterlo in pratica: ho pianto a dirotto e ogni volta che ci ripenso mi salgono i brividi lungo la schiena. Io e le mie colleghe – prosegue – ci siamo fermate per un po’, io stavo malissimo, l’adrenalina in circolo m’impediva di fare qualsiasi cosa, infatti sono tornata al lavoro soltanto dopo una mezz’oretta circa. Spero di rivedere quella donna e quelle bimbe – conclude – e che vengano a trovarmi, voglio sapere come stanno, vederle sorridere: non chiedetemi come abbia fatto e da dove abbia preso la forza, davvero non lo so. Ho agito d’istinto e cercato di ricordare quello che avevo imparato ai tempi dell’università».
Ma guai a chiamarla eroina, anche se lo è stata. Monica ne è convinta: ha fatto soltanto ciò che ha sentito, ciò che al suo posto tutti avrebbero fatto. Vai a spiegarglielo che non è proprio da tutti salvare delle vite umane…

Eliseo Zanzarelli su www.lostrillonenews.it

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