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Ignoti rimuovo e portano via circa 20 metri di guard rail nel tratto prospiciente la “ex tonnara” di Torre ovo

TONNARA
FOTO MIMMO CARRIERI
L’area in cui si trova la “ex Tonnara”, si estende per circa 46.000 mq.e, negli anni scorsi è stata oggetto di studio da parte degli esperti della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia i quali hanno rilevato che il “sito senza alcun dubbio è di grande interesse archeologico, per la presenza di una pavimentazione in “opus spicatum” di una antica villa romana, nonché di tracce di un insediamento costiero dotato di uno stabilimento per la lavorazione del pesce, databile tra la metà del I° sec. a.C. ed il I° sec. d.C., consistenti in setti murari, vasche pavimentate in “pseudospicatum”, numerose vasche a pianta lobata presenti sul banco roccioso (forse relative alla raccolta del sale), e una particolare concentrazione di frammenti ceramici (terra sigillata italica, ceramica a vernice rossa interna, ceramica comune). Tanto è ancora oggi possibile apprezzare nelle aree risparmiate dalla macchia mediterranea che potrebbe, evidentemente celare altre presenze”.

Purtroppo negli anni il sito ha dovuto subire ingenti danni causati sia dall’incuria che dall’incoscienza dell’uomo il quale, con la continua “sosta selvaggia”(soprattutto nel periodo estivo) di Caravan e Roulotte non si è fatto scrupoli a danneggiare il mosaico passandoci sopra con i mezzi o sottraendo pezzi della pavimentazione in mosaico da portarsi a casa o lasciare sul terreno (e all’interno di un fabbricato diroccato), rifiuti organici, scarti alimentari, lattine contenenti oli per motori marini, sino ad arrivare addirittura a compiere una scellerata azione di cementificazione che nel mese di gennaio 2013 mi indusse a chiedere l’intervento dei militari della Capitaneria di Porto di Taranto che sottoposero a sequestro lo scivolo dell’antico molo, che era stato ripristinato da ignoti con una gittata di calcestruzzo per essere meglio adibito al varo dei natanti.

Ma, nonostante il “il Sequestro” (affidato in custodia giudiziaria al responsabile dell’UTC del Comune di Maruggio Geom Antonio CURRI) attraverso ad alcuni varchi, comunque si caravan, roulotte e autovetture continuavano ad occupare l’area(peraltro per la maggior parte di proprietà privata) e la scogliera sostando, pernottando, e inquinando sino ad arrivare anche a violare i sigilli posti a seguito del mio esposto, dalla Polizia Marittima della Capitaneria di Porto di Taranto, in prossimità dello scalo di alaggio.

Dopo un mio ennesimo esposto :”a mali estremi…estremi rimedi”, nel mese di GIUGNO u.s. il Comune di Maruggio a proprie spese e di comune accordo con la proprietà privata dell’area, decidevano di far posizionare in prossimità della carreggiata (S.P. 122) decine di metri di guard- rail in modo da impedire l’accesso agli autoveicoli all’interno della “ex Tonnara” e del sito archeologico.

Ma, NEMMENO QUESTO E’ BASTATO PERCHE…’ l’altra notte… ignoti hanno scardinato e asportato dal suolo circa 20 metri di “guard-rail” in acciaio, per realizzare un varco che potesse consentire l’accesso con i mezzi (auto, auto con carrelli porta barche a traino, caravan, roulotte ecc) in modo da poter raggiungere la spiaggetta e l’antico molo, in prossimità dell’area archeologica e utilizzare lo scalo di alaggio abusivamente cementificato e ancora sotto sequestro da parte dell’A.G.- Da due giorni(Sabato e Domenica, ) ossia da quando è scomparso quel tratto di” guard-rail”, la scogliera e l’area in prossimità dello “scalo di alaggio” si è ripopolata di auto e camper ,e tantissime sono state le proteste giunte a questa Associazione da parte di quei cittadini che vorrebbero proteggere questo sito per il quale il Comune di Maruggio ha già da tempo presentato alla Soprintendenza dei Beni Archeologici della Puglia un Progetto di recupero e valorizzazione dell’intera area di inestimabile valore storico, archeologico e culturale. Di questo “scellerato furto” ho provveduto a parlarne immediatamente con il Comandante della Polizia Municipale del Comune di Maruggio il quale, oltre ad aver effettuato il sopralluogo e avviato le indagini per identificare gli autori, ha assicurato che nei prossimi giorni si provvederà a richiudere il tratto dal quale è stato asportato nottetempo il “guard-rail”. E allora mi chiedo e chiedo a coloro che hanno commesso questo insano gesto: ma il rischio di essere sorpresi durante le operazione di asporto, “valeva la candela?”

Mimmo CARRIERI su vivavoceweb.con

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