martedì 18 Dicembre, 2018 - 17:57:04
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Il dolore della famiglia Scazzi

Claudio e Sara Scazzi
AVETRANA — In casa Scazzi il dolore supera la rabbia. Mamma Concetta con papà Giacomo e il figlio Claudio ieri mattina sono stati bravi a non lasciarsi sfuggire quello che il loro cuore avrebbe voluto urlare. Le notizie di quanto accadeva in via Deledda, a casa dei parenti Misseri, dove il 26 agosto è stata uccisa la loro Sara, hanno cementato ancora di più il loro muro di silenzi. «Non voglio parlare di mia cugina ma di Sara», dice a denti stretti il fratello che a giorni tornerà a Milano dove lavora come fattorino in un’azienda di trasporto. Se l’aspettava che indagassero anche sua cugina Sabrina? La domanda cade nel vuoto e non provoca la reazione che il cronista sperava: «Voglio solo che la giustizia faccia il suo corso e che la pena sia pagata per intero», dice ancora Claudio nascondendo lo sguardo dietro la visiera dell’inseparabile berretto. Inutile cercare altro dai suoi genitori.

Concetta Serrano per tutto il giorno non è uscita di casa. Anche ieri la sua occupazione principale è stata quella di incantarsi davanti al televisore in cerca dei notiziari che l’aggiornassero su quanto stava accadendo a casa della sorella Cosima. Lo zapping ossessivo era alternato dalle faccende domestiche davanti a fornelli. «Pranzo inutile perché nessuno mangerà oggi», dice il marito Giacomo, che come tutte le mattine è fuori a leggere i numerosissimi messaggi di cordoglio che centinaia di sconosciuti hanno lasciato sulla parete per la sua Sara.

Nemmeno lui è ben disposto al dialogo. «Non abbiamo parole, deve solo pagare chi ha sbagliato», risponde il Giacomo mentre spegne la sigaretta schiacciandola sotto la scarpa. Resta ancora fuori per alcuni minuti, con le braccia conserte, a leggere le strazianti poesie per Sara lasciate da anonimi amici provenienti da ogni parte della Puglia. Il profumo del sugo che esce dalla casa non sembra interessarlo mentre rifiuta con garbo l’intromissione dei giornalisti che chiedono di salutare la moglie Concetta. «Non vuole parlare con nessuno, sta sempre a guardare la tivù per i telegiornali mentre cucina… tanto, per quello che può interessare il cibo, oggi, nessuno mangerà».

In serata tocca alle televisioni fare la loro parte. Il giovane Claudio ha un appuntamento per una diretta televisiva ma sino a mezz’ora prima dell’inizio non era convinto di parteciparvi. Poi ci va e, più prosegue la trasmissione, più il suo volto resta sgomento di fronte alla notizia del fermo di sua cugina Sabrina. L’impegno preso il giorno prima evidentemente non era più compatibile con le terribili novità che giungeva di minuto in minuti, di ora in ora. Le uniche persone con cui parla Claudio sono i suoi amici e amici della sorella Sara, Alessio e Ivano. E’ con loro evidentemente che esprime le sue intime impressioni su quanto stava accadendo. Uno scambio di parole nel chiosco bar di via Kennedy, poco distante dalla casa di Sabrina invasa dai militari del Ris con la tuta bianca, e poi una breve chiacchierata con Alessio al bar della piazza principale di Avetrana. Sono questi gli unici momenti in cui il primogenito della famiglia Scazzi si è fatto vedere in giro. Impossibile per chiunque avvicinarlo anche in queste poche occasioni di svago. Anche la piccola strada cieca mostrava ieri l’effetto di quanto stava accadendo in un luogo poco distante da lì: tutte le telecamere si erano trasferite in via Deledda.

Nazareno Dinoi

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