martedì 18 Dicembre, 2018 - 18:20:31
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Sarah uccisa dallo zio e da Sabrina I pm: ”Movente intrafamiliare”

 TARANTO – Il movente dell’omicidio di Sarah Scazzi è da ricercare nell’ambito familiare. Lo sostiene il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio. Il movente potrebbe essere legato alle molestie sessuali che il padre di Sabrina e zio della vittima, Michele Misseri, avrebbe rivolto alla ragazza e che lui stesso ha ammesso durante un precedente interrogatorio. A chi gli chiedeva se il movente dell’uccisione di Sarah possa avere a che fare con la gelosia scoppiata tra le cugine per un amico più grande, il procuratore ha risposto che sarebbe ”un movente extrafamiliare”; invece ”il movente – ha ribadito – è intrafamiliare”.Sebastio ha poi affermato che “il quadro delle indagini sembrerebbe definitivamente concluso anche se ho sempre sottolineato che le indagini si concludono con l’avviso delle conclusioni” ha detto il magistrato, aggiungendo che Sabrina Misseri, 25 anni, cugina e migliore amica della ragazzina di 15 anni di Avetrana uccisa lo scorso 26 agosto, ”non è mai stata indagata per occultamento di cadavere”. Di questo reato è invece accusato il padre Michele.
E ha trascorso la notte in carcere Sabrina: la giovane è stata sottoposta a fermo dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Taranto ieri sera al termine di un interrogatorio durato sei ore. La ragazza è gravemente indiziata dei delitti di sequestro di persona e omicidio volontario in concorso con il padre, Michele Misseri. Quest’ultimo si era già accusato del delitto. Sabrina non ha confessato di aver partecipato all’omicidio, anzi di fronte agli inquirenti avrebbe respinto ogni addebito. Dopo aver appreso la notizia, forse dalla televisione, la sorella Valentina ha inviato un sms ad alcuni giornalisti che stanno seguendo la vicenda da giorni: ”Sabrina è innocente”.
Nel corso dell’interrogatorio davanti al sostituto procuratore Mariano Buccoliero, al procuratore aggiunto Pietro Argentino e al procuratore capo Franco Sebastio, che l’hanno sentita nella sede della Compagnia dei carabinieri di Manduria, la sua posizione si è aggravata. Decisivi sarebbero stati i riscontri investigativi condotti venerdì mattina dai militari del Ris e del Reparto Operativo del Comando provinciale di Taranto nella cantina-garage dell’abitazione di via Deledda alla presenza dello stesso Misseri.
Subito dopo si sarebbe svolto un esperimento giudiziale nel corso del quale gli investigatori hanno ripercorso insieme allo zio di Sarah i luoghi nei quali l’uomo ha detto di aver trasportato il corpo della vittima, nelle campagne di Avetrana prima nei pressi di un casolare dove afferma di averla violentata e poi in un podere all’interno del quale si trova la cisterna interrata piena di acqua dove la getto’.
Da venerdì sera Sabrina Misseri si trova nel carcere di Taranto. E, secondo quanto emerso, non ci sarebbe stato alcun confronto tra lei e il padre, come si era ipotizzato in un primo momento visto che entrambi erano stati portati nella caserma della Comapgnia di Manduria. Evidentemente sono stati ascoltati separatamente.

Fonte : ADNKRONOS

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