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Lumache alla diossina

 
Helix aperta

 TARANTO – Dopo i formaggi, le carni ovine e il latte alla diossina, un altro alimento autoctono, tipicamente estivo come le lumache, sarebbe minacciato dal pericoloso inquinante di origine industriale. L’allarme questa volta lo lancia Fabio Matacchiera, fondatore e presidente della onlus «Fondo antidiossina Taranto», che ha scomodato i ricercatori dei laboratori di Chimica, facoltà di Ingegneria dell’innovazione dell’Università del Salento, investendoli di un’indagine senza precedenti: la misurazione di diossine, Pcb e metalli pesanti nell’organismo di varie specie di chiocciole (nome scientifico helix aspersa, helix lucorum e helix aperta, quest’ultima la più diffusa ed anche la più contaminata). L’alimento dall’alto valore nutrizionale, presente in molte ricette tipiche del Sud Italia e pugliese in particolare, prelibatezza culinaria di ricette raffinate, è stato raccolto a più riprese in un terreno agricolo situato tra Statte ed il quartiere Tamburi di Taranto e inviato a Lecce. «Dai primi risultati – anticipa l’ambientalista Matacchiera – emerge che questi organismi risultano fortemente contaminati da diossine e metalli pesanti  sicuramente derivanti dall’ambiente circostante». Dalla scheda analitica diffusa dal Fondo antidiossina, spicca un 27,75 picogrammi di diossina e Pcb, ben sei volte superiore del limite massimo tollerato nei bovini che è di 4,5 picogrammi per grammo. «Un pericolo alimentare», per Matacchiera che chiede alle istituzioni se non è il caso di «approfondire questa grave situazione con la possibilità di emettere un’ordinanza che vieti la raccolta e la vendita di questi organismi». Proprio come è stato fatto per gli ovini e caprini ai quali il Dipartimento di prevenzione della Asl ha impedito il pascolo nei terreni distanti meno di 20 chilometri dall’area industriale di Taranto.

 «Da questa prima indagine – spiega l’ex consulente ambientale del sindaco di Taranto, Ippazio Stefano – è risultato che le specie maggiormente contaminate dalle diossine sono quelle più ricercate per il loro valore nutrizionale e cioè la Helix aperta o lumaca». Gli autori della ricerca hanno ritenuto che questi piccoli organismi pascolanti che si cibano di vegetali brucando il fogliame delle coltivazioni, siano comparati ed assimilati alla categoria degli erbivori,  proprio per il tipo di alimentazione e di contatto che hanno con l’ambiente circostante.

Nazareno Dinoi

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