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29, 30 e 31 marzo – I Giorni della Vecchia o “giorni imprestati“

C‘era una volta una gatta, che aveva una macchia nera sul muso e una vecchia soffitta, ehm no, signora che, quando Marzo aveva solo 28 giorni, che prima della riforma gregoriana era il mese con cui iniziava l’anno, a fine mese era così contenta che l’inverno era ormai alle porte che disse: marzo, ormai farmi danno tu non puoi più, perché oggi già è aprile e il Sole è già su! Scatenando l’ira di Marzo che si sa che è già pazzerello di suo e che, rimasto offeso, si fece prestare 3 giorni da Aprile e, al suo via, scatenò di nuovo l’inverno riportando sulla terra freddo e gelo, pur avendo già pregustato nei giorni precedenti il tepore della Primavera, tra pollini e primi raffreddori, etciuuumm!

Perciò si chiamano i giorni della vecchia o giorni imprestati a Marzo, il mese di Marte, il dio romano della Guerra, ma anche il dio del tuono e della pioggia. Marzo è spesso descritto come un mese pazzo che renderebbe le persone nate in questo periodo incostanti e volubili. Quindi attenti ai marzolini!
Secondo la leggenda Giunone, l’antica divinità del matrimonio e del parto, legata ai cicli lunari, era così invidiosa del fatto che Giove avesse concepito da solo Minerva senza la sua partecipazione, che chiese aiuto a Flora che fu tanto cara da indicarle un fiore che cresceva nelle campagne in Etolia che permetteva di concepire al solo contatto. Il sogno di tutti i single! Così Giunone diventò madre di Marte, che fece allevare da Priapo, il quale gli insegnò l’arte della guerra. Una piccola curiosità, Priapo era praticamente il John Holmes, una vita per il cinema, una vita per l’amor, come cantava Elio e le storie tese, divenuto famoso per le dimensioni dei suoi attributi, era il figlio di Afrodite e di Zeus, che fece scatenare l’ira di Era, scusate il gioco di parole, perché gelosa della scappatella di Zeus, la quale per punizione, riversò tutta la sua vendetta su Priapo dotandolo di un aspetto grottesco e di enormi genitali, ritenuti nell’antichità l’origine della vita. Nonostante la sua ferocia da tutti conosciuta, Marte si innamorò perdutamente di Afrodite, la sua unica e sola amante e, per volere di Zeus, i due si sposarono ed ebbero cinque figli: Armonia (la concordia), Eros (l”amore), Anteros (l’amore reciproco), Deimos (lo spavento) e Fobos (il terrore).

Marte spogliato da Venere e dalle Grazie, opera di Jacques Louis David, 1824, Bruxelles

Al di là della leggenda, in questo periodo dell’anno improvvisamente si abbassano le temperature e ritorna davvero il freddo per alcuni giorni perché si verifica un colpo di coda dell’inverno che rientra dal punto di vista meteorologico nei cosiddetti nodi del freddo, come il nodo del cuculo del 10 aprile, poi c’è il nodo di San Marco del 25 aprile e il cosiddetto maggio francese o santi di ghiaccio l’11 e 12 maggio, che arrivano di solito puntuali a inizio Primavera.

Secondo alcune teorie,, tutte ancora da verificare, esisterebbe una certa periodicità di alcuni fenomeni atmosferici, strettamente correlati con la posizione dell’orbita terrestre. Nel suo movimento, infatti, la Terra incontra le polveri cometarie, che, se da una parte danno origine alle piogge di “stelle cadenti”, dall’altra possono influenzare il clima terrestre, dando origine a fenomeni periodici di bel tempo, come l’Estate di San Martino, o di freddo, come i nodi del freddo, che per coincidenza si verificano quasi sempre attorno alla stessa data.

Jenne Marasco

 

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Notizie su Jenne Marasco

Jenne Marasco
Jenne Marasco nata a Sava dove tutt’ora risiede. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Lecce, Indirizzo Storico Artistico. Ha conseguito la maturità scientifica al Liceo De Sancits Galilei di Manduria. Ha lavorato in ambito culturale per Eventi e Festival di Cinema occupandosi di Comunicazione, Ufficio Stampa, Organizzazione, Recensioni di Cinema e di Storia del Territorio. Ha collaborato alla realizzazione di documentari su personaggi di rilievo come il poeti e artisti salentini, e su tematiche storiche dedicate alla memoria. Ha collaborato come assistente alla regia al documentario “Viviamo in un incantesimo” (omaggio a Vittorio Bodini 2014). Ama molto leggere ha la grande passione della scrittura.

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