giovedì 11 Agosto, 2022 - 19:11:19

“Ci sono giorni in cui mi sento come uno straniero in patria…”

montanelli-GIORNALECi sono giorni in cui mi sento come uno straniero in patria. La mia piccola patria – naturalmente – non quella più vasta di Indro Montanelli, raccontata nella recente biografia scritta da Giancarlo Mazzuca (“Indro Montanelli, uno straniero in patria”). La mia patria è Maruggio: un piccolo paese di periferia. Ma, come il grande giornalista e saggista “dalla prosa secca e asciutta”, dopo un anno di voluto “esilio” e di passioni “giustizialiste” intensamente vissute lontano dal mio paese, mi sento come uno “straniero in patria” perché avverto giorno dopo giorno un senso di fastidio e di noia per il troppo lassismo dilagante. Nessuno più avverte il bisogno di agire o reagire, di riprendersi la propria identità politica ed esistenziale. Ognuno rinuncia ai propri valori pur di non dispiacere a qualcuno. Io so di non piacere quando mi rifiuto di compiacere a qualcuno, quasi fossi un maleducato. La dico come Montanelli: “è difficile avere un buon carattere quando si ha carattere”. Ed io non ho un buon carattere. Quella invisibile assonanza al grande maestro mi porta spesso a rileggere i suoi brani. Che delizia quando leggo: “Gli italiani continuano a considerare il servilismo, l’immobilismo e il lassismo simili alla buona educazione, come affermato da Leo Longanesi in Italia “non è la libertà che manca: mancano gli uomini liberi””.
Se solo avessi avuto la fortuna di vivere la mia esistenza lavorativa accanto al grande maestro, avrei avuto più “carattere” e invece… mi ritrovo ad essere anch’io un po’ molliccio. Avevo poco più di ventiquattro anni quando svanì la speranza di poter lavorare al Giornale (v. foto). Dopo alcuni anni ripiegai iniziando a lavorare come uno “straniero in patria”. Una sola consolazione, oltre a quella di essere stato (sia pure brevemente) suo allievo all’Università: Indro Montanelli anche negli anni a seguire non mancò di “farsi perdonare” augurandomi un “felice Anno Nuovo” (v. foto). Ne sono passati di anni… Sarebbe stata una bella ed esaltante avventura. Peccato! Sarei diventato un bastian contrario in servizio permanente effettivo. Più libero e più indipendente di quanto non ho mai potuto essere.

Tonino Filomena

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Notizie su Pierfranco Bruni

E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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