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Fortezze e Castelli di Puglia: Il Castello Brancaccio di Ruffano

Il Castello di Ruffano, noto anche come Castello Brancaccio dal nome della famiglia proprietaria che nel XVII secolo compì gli interventi di maggior rilevanza, sorge nel punto più alto del paese ed è costituito da una parte più antica, risalente alla seconda metà del XV secolo, ed una più recente del XVII secolo in pieno barocco. I successivi interventi che si sono stratificati nel corso del tempo, hanno notevolmente trasformato l’originaria struttura difensiva in dimora prettamente seicentesca, secondo le linee progettuali dei Brancaccio.

Gli interventi in questione furono realizzati fra il 1626 ed il 1654 e si concentrarono essenzialmente sul cortile ad arcate sovrapposte e su un vasto assortimento di motivi militareschi, quali corazze, elmi, scudi, armi da fuoco, che corredano gli archi ed i pilastri del loggiato. I muri superiori della loggia vennero invece dotati di un fregio affrescato con scene di carattere mitologico, purtroppo al momento fortemente danneggiato. Intorno al 1657 fu aggiunta la Loggia Brancaccio, un camminamento che collega il castello alla Chiesa Matrice, scavalcando la strada sottostante. Altri interventi riguardarono gli ambienti interni. Una nicchia a giorno ospita la statua del capostipite della famiglia Brancaccio, Rinaldo, cui sono accostati in bassorilievo i ritratti del figlio Ferdinando e del nipote Carlo. Il tutto ad opera dello scultore di Lecce Angelo Ricciardo.

Alla famiglia Brancaccio subentrarono i D’Amore che, a cavallo fra XVII e XVIII secolo, effettuarono nuove modifiche, tra cui l’aggiunta di un nuovo corpo di fabbrica caratterizzato da una serie di archi con paraste bugnate. (Parasta: “In architettura, pilastro con funzione portante, incorporato nella parete e sporgente dal filo di questa […]” Enciclopedia Treccani).

Verso la metà del XVIII secolo divennero proprietari del castello i Marchesi Ferrante, il cui blasone campeggia sul portale di ingresso. Nel 1835 il maniero venne acquistato da Antonio Leuzzi di Latiano ed oggi appartiene ai suoi eredi che portano il doppio cognome Pizzolante – Leuzzi.

Cosimo Enrico Marseglia

 

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Notizie su Cosimo Enrico Marseglia

Cosimo Enrico Marseglia
Nato a Lecce, città in cui vive. Ha frequentato i corsi regolari dell’Accademia Militare dell’Esercito Italiano in Modena e della Scuola di Applicazione dell’Arma TRAMAT presso la cittadella militare Cecchignola in Roma, ed ha prestato servizio come ufficiale dell’Esercito presso il 3° Battaglione Logistico di Manovra in Milano, il Distretto Militare di Lecce ed il Battaglione Logistico della Brigata Pinerolo in Bari. Dopo otto anni in servizio permanente effettivo, ha lasciato la carriera militare, dedicandosi alla musica jazz ed al teatro. Attualmente collabora con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università del Salento, come esperto di Storia Militare, e dal 2009 è ufficiale commissario del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana. Scrive per L’Autiere, organo ufficiale dell’ANAI (Associazione Nazionale Autieri d’Italia), Sallentina Tellus (Rivista dell’Ordine del Santo Sepolcro), per L’Idomeneo (Rivista dell’Associazione di Storia Patria) e per altre testate. Ha già pubblicato Les Enfants de la Patrie. La Rivoluzione Francese ed il Primo Impero vissuti sui campi di battaglia (2007), Il Flagello Militare. L’Arte della Guerra in Giovan Battista Martena, artigliere del XVII secolo (2009), Battaglie e fatti d’arme in Puglia. La regione come teatro di scontro dall’antichità all’età contemporanea (2011), Devoto ad Ippocrate. Rodolfo Foscarini ufficiale medico C.R.I. fra ricerca e grande guerra (2015), Marseglia. Storia di una famiglia attraverso i secoli (2016) per la Edit Santoro, e Attacco a Maruggio. 13 giugno 1637. Cronaca di una giornata di pirateria turca nel contesto politico-sociale europeo (2010) per la Apulus, quest’ultimo insieme al Dott. Tonino Filomena

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