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Fortezze e Castelli di Puglia: Il Castello della scomparsa Castel Fiorentino

La profezia dell’astrologo di corte Michele Scoto recitava: “Morirete vicino la porta di ferro, in un luogo il cui nome sarà formato dalla parola fiore…” Per tale motivo Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi, o anche il Puer Apuliae, si era sempre tenuto lontano dai luoghi che ricordavano la parola fiore, Firenze prima di tutte. Eppure, nei primi giorni di dicembre del 1250, nel corso di una battuta di caccia in Capitanata, l’imperatore veniva colpito da un violentissimo attacco di dissenteria che gli impediva di rientrare nel suo Palacium di Foggia, costringendolo a ricoverarsi nella più prossima dimora imperiale: Castel Fiorentino. Accanto al letto dove trascorse la sua agonia, vi era una porta murata, che un tempo consentiva di accedere ad uno dei torrioni ed i cui battenti erano in ferro….. Federico morì nel castello a 56 anni, dopo alcuni giorni: il 13 dicembre.

Il Castello era stato eretto in epoca normanna sulla cima di una collina. Si trattava in origine di una piccola struttura, probabilmente una torre che, in seguito, su iniziativa di Federico venne trasformato in residenza di caccia. Da quanto possiamo intuire dai suoi resti, esso era situato sul versante occidentale della collina, mentre l’ingresso si collocava su quello meridionale. La struttura si presentava a pianta quadrangolare ed era diviso in due ambienti dotati entrambi di camino. Le pareti erano rivestite con pietre tagliate mentre il pavimento era formato da mattoncini a spina di pesce. Con ogni probabilità la struttura si sviluppava su più livelli, da come è possibile intuire osservando lo spessore delle pareti, ed era circondato da un fossato.

Dopo la morte di Federico, ben presto ebbe inizio la decadenza e l’abbandono del casale di Fiorentino e del suo castello infatti, già il 26 ottobre del 1255, le forze del pontefice Alessandro IV, agli ordini del Conte Ruggero di Sanseverino, attaccarono la piazza distruggendola perché era rimasta fedele alla causa sveva, portata avanti da Manfredi, figlio dell’imperatore.

Sotto la dominazione angioina, il castello fu in parte ricostruito per esigenze essenzialmente militari, tuttavia dagli inizi del XIV secolo ebbe inizio la decadenza definitiva. Secondo una tradizione, la lastra marmorea presente sull’altare della Cattedrale di Lucera, pare che in origine fosse la mensa dove soleva desinare il Puer Apuliae nella fortezza di Fiorentino.

Il 13 dicembre del 2000, sul sito è stata apposta una stele di forma ottagonale, in ricordo del castello e del triste decesso del Grande Federico….

Cosimo Enrico Marseglia

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