lunedì 30 Novembre, 2020 - 5:28:42

“Per Canti e Cantine” il libro di Pino De Luca alla 48° Sagra del Vino di Carosino

100x70_sagra2014CAROSINO – “Per canti e Cantine” è l’ultima fatica editoriale dell’enogastronomo Pino De Luca, edito da kurumuny per la collana E(t)nogastronomic, sarà presentato il 20 agosto, ore 20.00, Palazzo Ducale, 1° piano, nell’ambito della 48° Sagra del Vino a Carosino (Ta).

Questo libro di 148 pagine si legge tutto di un fiato, perché trasporta il lettore in un universo affascinate, quello dello scrittore, arguto osservatore dei costumi della nostra terra, passando per le strade dell’enogastronomia, un viaggio originale che solo lui poteva fare e riportarlo in questa preziosa opera enogastronomica, che non si picca di fare pubblicità a questa o quella etichetta, ma racconta le sensazioni che i vini da lui gustati insieme a pietanze del nostro amato salento, fanno il paio per una tavola di eccellenza qual è quella dei nostri saperi e sapori mediterranei.

Sarà una piacevole conversazione con la giornalista Lilli D’Amicis, editore/direttore di www.oraquadra.it, e ci sarà una piacevole sorpresa da parte dell’autore. Ma torniamo al libro “Per Canti e Cantine”, è un libro dove Pino De Luca racconta di Vino, Viaggi, Musica e Società.

“Talvolta, ricette straordinarie contano pochi, semplici ingredienti. – scrive l’autore – Prendete un viaggio lento in quell’estremo lembo d’Italia che, nonostante le superstrade incompiute e altre ferite, sa ancora regalare squarci di pura bellezza. Aggiungete l’attenzione alla terra – rossa e feconda o calcarea e sitibonda, battuta da un vento odoroso – in cui gli alberelli affondano intrepidi le proprie radici.

Mescolate piano, usando il dovuto rispetto alla fatica e alla sapienza dell’uomo, dosando la cura di una tradizione millenaria e la simpatia per il coraggio dell’innovazione.

Guarnite con le note di una canzone, popolare o colta, malinconica o giocosa, notissima o dimenticata; perché dalla notte dei tempi il canto, la musica e la danza sposano il vino in ogni festa degna di questo nome.

Infine gustate: si raccomandano animo scevro da pregiudizi, sensi tesi a cogliere ogni sfumatura, aggettivazione esuberante e mente capace in egual misura di analisi e d’abbandono.

Il risultato è questo consapevole e appassionato atto d’amore per la vite e per la vita, ché “viviamo tempi tristi e amari, sarebbe un crimine non provare ad attenuarne il peso”.

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