sabato 31 Ottobre, 2020 - 6:14:16

Sigilli della Guardia Costiera: strutture abusive accertate di uno stabilimento balneare

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TARANTO  – Si è conclusa con un  “decreto di sequestro preventivo” emesso dal Giudice per le indagini preliminari – Vilma GILLI – su richiesta del Pubblico Ministero, Lanfranco MARAZIA, una prolungata attività di indagine condotta dal personale militare del Nucleo difesa mare della Capitaneria di porto di Taranto, con la collaborazione della Polizia locale di Taranto, nei confronti dello stabilimento balneare denominato “Le Maree” meglio noto come “Puerto Higo Chumbo” – ubicato in Localita’ “Lama” del Comune di Taranto, in relazione all’occupazione demaniale dallo stesso realizzata in quel tratto di costa.

Le attività di monitoraggio dell’area, con ripetuti sopralluoghi, effettuati di concerto con la Polizia Locale – Ufficio Edilizia – e personale dell’Ufficio Tecnico comunale di Taranto, presso lo  stabilimento balneare in questione, hanno portato ad accertare la presenza su pubblico demanio marittimo di numerose opere illegali (strutture in legno e metalliche, una piattaforma avente superficie complessiva di  mq. 350 circa, camminamenti/pedane/passerelle in legno ancorate con struttura metallica infissa negli scogli, una discesa a mare avente lunghezza di mt. 30 ed una larghezza di mt. 2 ecc.), tutte opere e strutture realizzate presso il citato stabilimento in area sottoposta a vincoli paesaggistici e idrogeologici ben specifici ed in assenza e/o in totale difformità dai prescritti titoli abilitativi.

Le opere/strutture abusive accertate, sono state realizzate sia su area demaniale marittima che nella proprietà privata ricadente nella fascia di rispetto dei 30 mt dal confine demaniale marittimo, area sottoposta, come noto, tra l’altro, ai sensi del Codice della navigazione, ad appositi provvedimenti autorizzativi dell’Autorità marittima a fini di sicurezza della navigazione, per quanto attiene alla realizzazione di nuove opere.

Tale condotta ha determinato un significativo pregiudizio in relazione ai vincoli  ambientali e paesaggistici a cui l’area in questione è sottoposta, in particolare a causa della realizzazione di diverse opere in conglomerato cementizio ancorate alla roccia, con perforazione degli scogli finalizzata all’installazione permanente delle stesse in prossimità del mare.

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