domenica 12 Luglio, 2020 - 3:02:49

Tensione, intrigo, romanticismo, avventure al cardiopalma, azione sfrenata sul filo del rasoio. “My affair with James Bond”, lo spettacolare concerto dell’Orchestra della Magna Grecia

Fotografie di Aurelio Castellaneta.
Fotografie di Aurelio Castellaneta.
Tensione, intrigo, romanticismo, avventure al cardiopalma, azione sfrenata sul filo del rasoio. Questa la formula vincente delle avventure di James Bond, agente segreto nato dalla penna e dal genio di Ian Fleming, scrittore britannico della prima metà del secolo scorso, capace come pochi di creare spaccati crudeli, vividi e quantomai appassionanti della realtà bellica palese e criptica del periodo “caldo” del secondo conflitto mondiale. La seguente produzione cinematografica delle sue opere non ha fatto altro che consolidare, nell’immaginario culturale collettivo, la figura carismatica, affascinante e accattivante dell’eroe al servizio della Corona inglese: James Bond.

Proprio la trasposizione cinematografica, che trovava la sua driving force in personalità attoriali di gran spessore e prestigio come Sean Connery, Roger Moore, viene impreziosita da temi e motivi leggendari partoriti dalla grande mente compositiva del cinque volte premio Oscar John Barry, compositore della colonna sonora di dodici film della serie di James Bond, nonché da canzoni interpretati da artisti straordinari del calibro di Shirley Bassey, Tom Jones, Paul McCartney, Tina Turner, Gladys Knight e, più recentemente, Adele.

Fotografie di Aurelio Castellaneta.

Un programma vibrante, intitolato “My affair with James Bond”, dello spettacolare concerto dell’Orchestra della Magna Grecia, diretta dal M° Maurizio Lomartire, dall’idea della storica direzione artistica del M° Piero Romano, con assoluta protagonista la sontuosa e dirompente personalità artistica di Karen Edwards, eccellente interprete jazz, che negli ultimi anni è riuscita a costruire una reputazione di tutto rispetto nel panorama jazzistico statunitense, vantando collaborazioni con artisti conosciuti in tutto il mondo come Stevie Wonder, Peabo Bryson e Tonny Bennet, Prince.

Fotografie di Aurelio Castellaneta.

Entusiasmante la sua voce e le sue doti interpretative, egregiamente supportate da una superlativa padronanza tecnica, che rendono capace l’artista di escursioni dinamiche e timbriche drastiche, ai limiti del funambolismo, pur mantenendo un eccezionale controllo sull’intonazione e sulla proiezione del suono. Ogni brano si schiude all’orecchio del pubblico pregno di ‘drama’, proprio come ai film, cui rendono omaggio, una corsa ad alta velocità fra curve mozzafiato e momenti dalla solo apparente dolcezza e placidità, sempre carichi di energia e passione incredibili. Grandissima maestria e profondità di linguaggio, nonché finezza del gusto nelle soluzioni musicali, caratterizzano le doti pianistiche di Karen Edwards, che riesce a rendere lo strumento suo perfetto partner in action, con emozioni, tensioni, suoni aspri e seducenti, con uno swing che gioca e danza col tempo, perfetta traduzione delle peculiarità del mondo di James Bond, che sa travolgere, affascinare e stregare il suo pubblico, lanciato nelle mirabolanti avventure che tutti, almeno una volta nella vita, hanno sognato di poter vivere. Creati con maestria gli arrangiamenti, perfettamente bilanciati tra fedeltà alle versioni orchestrali originali dei lungometraggi e freschezza di un approccio carico di swing, con forti richiami allo stile delle ‘Big Band’, le formazioni orchestrali tipiche della musica jazz, con una prominente presenza della sezione degli ottoni, potenti, monumentali, ma mai ingombranti. Notevole anche la performance della sezione moderna, con ampi spazi dedicati a travolgenti assoli di sax, batteria e chitarra, perfettamente incastonati nelle trame orchestrali, che aggiungono profondità e multidimensionalità sonora ad uno spettacolo già magistralmente orchestrato ed eseguito.

Fotografie di Aurelio Castellaneta.

La potenza narrativa a cui la musica ambisce risulta da una chimica unica tra suono e anima, suono e ricordo, suono e immaginazione, dove nulla è oggettivo ma, ogni cosa è possibile nel cuore di chi ascolta. Essa ci porta via, ci conduce per mano in luoghi inesplorati, sfiorati solo nelle più selvagge fantasie, in cui tutti possiamo essere gli eroi, che desideriamo essere. Quando questa energia creativa profusa nella musica viene caricata di immagini appartenenti da decenni al background culturale comune, non può che risultarne un’imperdibile esperienza emotivamente significativa.

Noemi Rita Maggio

Marco Masiello

 

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