Giovedì 5 novembre, nella libreria di via Volta a Erba, sarà presentato Il sentimento dei luoghi (Fallone Editore, 2026), il volume scritto a quattro mani dall’antropologo Vito Teti e dalla poetessa e scrittrice Carla Saracino, originaria di Maruggio.
Un piccolo saggio che attraversa il Sud Italia con uno sguardo capace di andare oltre le coordinate geografiche e le riduzioni turistiche, per cogliere il senso dei paesaggi, le storie che vi si depositano e il legame profondo tra territorio, memoria e identità.
Nella prima parte del libro, Vito Teti accompagna il lettore in Calabria, tra paesi abbandonati, case segnate dal tempo e piazze dove il silenzio ha preso il posto delle voci. Una terra che mostra la realtà dell’abbandono ma pure il volto della resistenza, dove anche ciò che sembra perduto continua a custodire tracce di vita e possibilità di rinascita.
La seconda parte si sposta invece lungo la litoranea ionica salentina, da Taranto a Torre Colimena, attraverso lo sguardo di Carla Saracino. Nel suo contributo, intitolato La grazia e l’oscurità, l’autrice dedica particolare attenzione alla Marina di Maruggio e a quei paesaggi costieri che rivelano una dimensione diversa fuori dai clamori della stagione estiva.
È soprattutto il mare d’inverno, con le sue spiagge deserte, le seconde case chiuse e le costruzioni sospese tra presenza e assenza, a diventare protagonista della narrazione. Saracino racconta una costa che, privata dell’affollamento estivo, restituisce ai luoghi una dimensione più intima e meditativa. Un racconto che assume un significato particolare per chi, come lei, conosce e appartiene a questi posti.
Come suggerisce la quarta di copertina, il libro nasce dalla consapevolezza che «Ogni spazio, anche il più marginale, custodisce una storia che riguarda tutti: quella del nostro rapporto mutevole con la terra, il tempo e la permanenza».
Il volume pone così alcune domande fondamentali: che cosa sono davvero i luoghi? perché talvolta ci corrispondono ed assomigliano? è la presenza a dare valore a un luogo oppure la memoria che vi lasciamo? Noi siamo i nostri luoghi, afferma la scrittrice, ma essi, per continuare a evocarci e a rappresentarci, attendono d’essere “visti”, letti e portati nel mondo. Nessun luogo ambisce a restare per sé, ma ogni luogo, apparentemente dormiente, vigila per essere condiviso in un incontro umano fatto di lealtà e dedizione.
Due territori diversi, la Calabria interna e la costa ionica pugliese, si incontrano dunque in una riflessione comune. L’abbandono dei paesi e la quiete stagionale delle marine diventano occasioni per interrogarsi sul significato dell’abitare, sul partire e sul tornare, sulla memoria e sulla possibilità di continuare a sentirsi parte di una terra.
A guidare il confronto e stimolare il dibattito, giovedì sera, presenzierà la psicoterapeuta Evelina Scola.
Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione de La Voce di Maruggio.
La Voce di Maruggio Informare, Unire, Valorizzare la Nostra Terra