domenica 17 Ottobre, 2021 - 7:58:30

Il Papa che non risiede in Vaticano tenta di sostituire l’autorevolezza di San Paolo

bruni-p“Ho trascorso ore angosciose, rese tanto più gravose dai tentativi inumani compiuti intorno a me da altissimi dignitari ecclesiastici per indurmi a sconfessioni e a ritrattazioni… Ho resistito impavido. Ne sono fiero”. È Ernesto Bonaiuti che sottolinea ciò. Avremmo bisogno di queste intelligenze oggi. A 70 anni tondi dalla morte Ernesto Bonaiuti (nato nel 1881) è stato volutamente dimenticato. Ma su questo ritornerò con un saggio.

Ernesto Buonaiuti - l'eretico profeta
Ernesto Buonaiuti – l’eretico profeta

Siamo giunti all’epoca della Anti – Chiesa. Aveva letto lucidamente il tempo del Relativismo sia Giovanni Paolo II sia l’attuale Papa Emerito Benedetto XVI. Premesso che io considero ancora Papa Benedetto XVI, mi meraviglia come ancora possa reggere un Papa come Bergoglio accanto a un Papa già esistente.
Pensate.

Il Papa Bergoglio non vive in Vaticano. Ha trasformato le regole come per dire che il Vaticano è vacante se non fosse per un Papa emerito – benemerito.
Questo è il segno tangibile di una rottura con la tradizione ma in senso negativo.
Cosa significa questa semi-farsa?
Che Bergoglio non vuole avere nulla a che fare con il Vaticano? Ma da chi è stato eletto?
Già, dimenticavo, dallo Spirito Santo. E chi ha permesso a Benedetto XVI di indossare ancora gli abiti papali ? Sempre lo Spirito Santo.
Quindi non ha fatto, lo Spirito Santo, una scelta definitiva? Ognuna “Cosa” buona?
Siamo al paradosso in un momento in cui i cattolici dominano la scena dell’imperante scenario del laicismo e del razionalismo illuministico.
Famiglia matrimonio aborto. Adozione coppie di fatto immigrazione. Tre snodi e più tre, e non nodi, che cambiano la visione della Chiesa Paolina.
Papa Bergoglio manca non solo di coerenza anche di coraggio. Andrebbe definito il nuovo viatico celebrativo delle messe. Il suo capillare lavoro, ed ora con la sua “Amoris laetitia”, è quello di sostituire le Regole paoline.
Ma che senso ha ancora leggere le Lettere di Paolo durante la celebrazione della Santa Messa? La lettera ai Corinzi è precisa. Il San Luca Vangelo è categorico. Viviamo oggi una teatralizzazione dell’impossibile. Si legge Paolo e poi si sregolano le sue Leggi sul matrimonio unico e indissolubile e sulla questione degli omosessuali. Si conosce bene la posizione di Paolo sugli omosessuali. Chi afferma che le parole di Paolo risalgono a duemila anni fa sarebbe praticabile non leggerlo più in Chiesa? O no?

i due papa
Io appartengo alla scuola di Paolo e non di Bergoglio e Santa Marta.
Troppo comodo la Chiesa bergogliana. I cattolici relativisti? Qui occorre uno scisma. Io sono un cristiano Paolino e non Bergogliano laicista.
Come la mettiamo con il Pater Nostro e con l’Ave Maria?
Il dogma è un necessario sistema di non necessità. Sottostare alle regole di Bergoglio significa non riconoscere la Autorevolezza di San Paolo e di Agostino, la visione di San Francesco di Assisi (che non è la questione legata all’ambiente: solo i relativisti hanno pensato ciò mettendo da parte le “Creature” e la spiritualità, ma si capisce bene che hanno scoperto solo ora ontologicamente e letterariamente il Cantico perché San Francesco era considerato un conservatore… ) e di una mistica pesante e bella come Santa Teresa d’Avila.
Io credo che bisogna legare il senso del mistero con la teologia della filosofia come bene ci ha insegnato Benedetto XVI nei suoi testi, e soprattutto nella trilogia su Gesù e bello splendido libro su San Paolo.
Il resto è cronaca di chi si batte il petto dopo aver peccato sapendo di dover peccare ancora.
Siamo, comunque, ancora nel terreno Teo – Metafisico – Mistico. Il resto alla prossima puntata.
È certo che Papa Bergoglio vuole smantellare la Parola di San Paolo. Su questo non ci sono dubbi. Vuole una Chiesa che vada oltre i Vangeli e San Paolo. I veri cristiani si preparino a ristabilire la Tradizione di Cristo.

Spesso mi ritornano le parole di Santa Teresa d’Avila: “Dobbiamo ritrovarci in noi stesse anche in mezzo alle occupazioni, essendoci sempre di gran vantaggio ricordarci di tanto in tanto, sia pure di sfuggita, dell’Ospite che abbiamo in noi, persuadendoci insieme che per parlare con Lui non occorre alzare la voce. Se ne prenderemo l’abitudine Egli si farà sentire presente”. Io seguo questo cammino. Il Papa che non risiede in Vaticano con le sue parole vorrebbe sostituire il conservatore San Paolo. Questa è la vera percezione.

Pierfranco Bruni

 

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Notizie su Pierfranco Bruni

E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia") La seconda fase ha tracciato importanti percorsi letterari come "La bicicletta di mio padre", "Asma' e Shadi", "Che il Dio del Sole sia con te", "La pietra d'Oriente ". Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ben tre volte. Candidato al Nobel per la Letteratura.

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